giovedì 23 giugno 2016

Velocità e precisione di palla? È una questione di equilibrio

Nel gioco del tennis, per trovare l'equilibrio corretto che si traduce in velocità di palla e precisione, dobbiamo tenere assolutamente in considerazione l'azione delle nostre anche. Uno dei più prestigiosi coach italiani, Massimo Sartori ne ha parlato su Tennis magazine. L'articolazione delle anche, infatti, mette in relazione la parte superiore e inferiore del corpo e il blocco delle anche è un fattore tanto fondamentale nel momento dell'impatto della palla da costituire, insieme alla giusta distanza e al giusto timing, uno dei presupposti fondamentali per una buona esecuzione del colpo.
Il blocco delle anche va mantenuto durante tutto in movimento, soprattutto nel momento dell'impatto, nel quale viene scaricata tutta l'energia.
Le gambe, nella fase di caricamento, spingono verso il basso per accumulare energia, proprio come la carica di una molla. Questa energia viene restituita nel momento dell'impatto della palla e le anche funzionano da perno, ma devono restare ferme per non disperdere l'energia accumulata.

Nel diritto
In questo colpo è il movimento del piede che comanda che fa partire la catena cinetica che ha inizio con la spinta del piede e la rotazione della gamba con il blocco dell'anca. Durante l'apertura le anche vanno posizionate perpendicolarmente alla rete, ferme. Il busto si gira ulteriormente e i muscoli della schiena e dell'addome si contraggono. Così l'anca destra è completamente ferma, anche durante la corsa della racchetta, e permette solo l'intrarotazione dell'arto posteriore.
Nelle posizioni più aperte è maggiormente visibile: la rotula del ginocchio destro, dapprima rivolta verso l'esterno (nel momento del caricamento), una volta finito lo scarico si trova rivolta verso la rete. Durante l'impatto il busto gira mentre le anche ferme fanno da perno. Anche nel finale la posizione dell'anca deve rimanere il più invariata possibile.



Nel rovescio
Nel colpo del rovescio si utilizza la stessa dinamica, solo che in questo caso l'azione di spinta viene effettuata dalla gamba sinistra, che fa partire la catena cinetica. Stessa posizione ferma e perpendicolare alla rete nella fase di caricamento ma con una piccola differenza fra rovescio bimane o a una mano. Nel rovescio bimane viene cercata una minore rotazione del busto, quindi si avrà un minore angolo tra il busto e le anche. Per il resto rimane immutata la stabilità delle anche nella posizione di partenza, l'azione di rotazione della gamba posteriore simile a quella del dritto. Anche per ginocchio la stessa dinamica: la rotula sinistra prima guarda all'esterno e poi è rivolta verso la rete. Nel finale, sempre con le anche bloccate, il peso del corpo è trasferito in avanti dal piede sinistro. Una corretta gestione dell'articolazione faciliterà quelle situazioni di gioco in cui sarà necessario colpire con posizioni del corpo più aperte o equilibri precari:

Nel servizio
La posizione delle anche nel servizio è fondamentale ma di difficile gestione. Per metà movimento le anche rimangono perpendicolari alla rete; nella fase di caricamento l'anca sinistra avanza formando un arco i cui estremi sono la testa e i piedi. Le gambe sono piegate e le spalle girate per tendere i muscoli del busto. L'impatto avviene in equilibrio precario. L'azione di blocco qui avviene con il corpo sospeso in aria. Al momento dell'impatto l'anca destra è in una posizione leggermente arretrata rispetto alla sinistra. Nel finale le anche finisco di girarsi, ma senza avanzare.

giovedì 7 gennaio 2016

Come affrontare un match contro un mancino

Giocare contro un mancino è sempre scomodo e fastidioso e i giocatori destri vengono spesso messi a dura prova sia a livello tattico che tecnico. Per contrastare un mancino serve conoscere bene le peculiarità del suo gioco e adottare qualche stratagemma per affrontare meglio il match.
Ecco qualche consiglio che ci viene da Emilio Sanchez.
Analizzando il gioco del mancino, prendendo l'esempio a tutti noto di Rafa Nadal, appare chiaro che la base di partenza per costruire il proprio gioco è il servizio. Un giocatore mancino non può permettersi di non mettere la prima palla. La percentuale di prime di Nadal è attorno all'80%.


La direzione del servizio sarà per la maggior parte verso il rovescio dell'avversario, in modo da dominare lo scambio sulla diagonale del suo diritto, spostandosi sulla diagonale del rovescio. Il vantaggio dei giocatori mancini è che,senza particolari sforzi e in modo naturale, incontrano il rovescio dell'avversario e seguono più semplicemente lo scambio. Per i giocatori destri è molto più difficile trovare il rovescio de mancini. Il motivo principale è l'abitudine alla diagonale di scambio. Tra i giocatori del circuito il 90% sono giocatori destrosi, quindi solo il 10% delle partite viene giocata contro i mancini.
Questi, invece, affrontano il 90% delle partire contro i destri, quindi hanno sviluppato una abitudine nettamente maggiore.
Ai mancini viene più naturale forzare e trovare nuovi spazi, perché per diventare competitivi sono obbligati a sfruttare il rovescio incrociato per allontanare l'avversario dalla sua area di gioco preferita.
I destri hanno poca abitudine ad aprirsi il campo con il rovescio incrociato sul diritto del mancino. È un colpo che non giocano in sicurezza perché viene poco usato, essendo la maggior parte delle partire giocate contro avversari destri.
Il mancino, quindi, trova più facilmente il rovescio dell'avversario, specie nei punti importanti, come il servizio o il vantaggio. Il giocatore destro ha ovvie difficoltà a rispondere colpendo di rovescio dovendosi spostare, quando il mancino serve da sinistra.
Per cercare di contrastare questo tipo di giocatore l'unica soluzione è cercare di iniziare lo scambio al contrario. Quindi con un lungolinea profondo o un incrociato dobbiamo attaccare il diritto del mancino, per portarlo fuori da quella zona ce per lui è ideale. Bisogna, insomma, copiare i mancini e le loro tecniche.
Altre varianti che si possono aggiungere sono: palle basse e corte sul diritto, servizi sul diritto e, una volta che si riesce a muoverli dalla parte del rovescio, attaccarli sul diritto scendendo a rete da destra.
I mancini si esercitano tutti i giorni in questa pratica; infatti quasi tutti i grandi mancini della storia hanno avuto un grandissimo rovescio incrociato. Per affrontarli dobbiamo usare la loro stessa tecnica: usare il nostro solido rovescio incrociato per permetterci di trovare prima il loro rovescio.