venerdì 28 dicembre 2012

Racchette Wilson Blade 2013

Ecco la nuova linea Blade 2013 della Wilson, appositamente studiata per un gioco aggressivo e moderno. Le Wilson Blade sono proposte con tre misure d’ovale: 93, 98 e 104.
La Wilson Blade è la racchetta destinata a diventare lo strumento del futuro, visto che è scelta dal 75% dei giocatori di nuova generazione. Anche la Wilson Blade utilizza la tecnologia Blx, che aggiunge il basalto, una roccia vulcanica naturale, che durante la fabbricazione viene trasformato in fibre sottilissime che offrono una incredibile resistenza alle vibrazioni. Wilson inserisce queste fibre intrecciate longitudinalmente alla carofite nera. Il composto che ne risulta è uno dei più avanzati del settore. La maggiore rigidità portata dal basalto imprime una maggiore velocità alla palla nell’uscita dalle corde. La nuova tecnologia Ampli Feel Tech assicura, attraverso il grip, una migliore stabilità durante l’impatto con la palla. La stabilità nella presa consente colpi più potenti, fluidi e confortevoli. Look total black.

Wilson Blade 93
La Blade 93 è una racchetta per giocatori a livello avanzato, che necessitano di precisione e aggressività. La misura dell’ovale ridotto e il peso la rendono adatta a giocatori con braccio allenato e un’ottima tecnica nell’eseguire i colpi. Tocco e sensibilità sono assicurati dal profilo stretto mentre lo schema corde fitto garantisce precisione e controllo. La maneggevolezza è data dal bilanciamento neutro.
Head size: 93”
Peso: 324 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 310 millimetri
Profilo: 20.2 millimetri
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 25 +/- 2kg
Corde consigliate: Nxt series

Wilson Blade 98
Questa racchetta, utilizzata anche da Milos Raonic, è disponibile in due versioni: con lo schema corde 18x20 oppure con quello aperto 16x19. Visto il profilo stretto, la racchetta è pensata per giocatori con un ottima tecnica di esecuzione dei colpi, che ricercano tocco e sensibilità. Il peso contenuto la rende di una maneggevolezza incredibile, ideale per chi vuole potenza e controllo in ogni zona del campo.
Head size: 98”
Peso: 304 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 20.6 millimetri
Schema corde: 18x20 – 16x19
Tensione consigliata: 25 +/- 2kg
Corde consigliate: Nxt tour

Wilson Blade 104
Utilizzata dalle sorrelle Serena e Venus Williams, lo sweet spot più ampio fornisce un'incredibile potenza. 
La precisione è garantita dall’ovale generoso e la manovrabilità dal peso ridotto. Adatta a giocatori a tutto campo che ricercano colpi potenti e controllo in ogni situazione.
Head size: 104”
Peso: 289 grammi
Lunghezza: 27.5”
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 22 millimetri
Schema corde: 18x19
Tensione consigliata: 26 +/- 2kg
Corde consigliate: Nxt tour / Nxt control

giovedì 20 dicembre 2012

Mercedes CLS Shooting Brake - La forma è sostanza

Con Mercedes gli opposti non solo si attraggono, ma si fondono ridisegnando la station wagon del futuro. La nuova Mercedes Cls Shooting Brake ha infatti la grinta e l'aggressività di un coupé, i volumi e gli spazi di una station wagon, l'eleganza e il comfort di una berlina con gli interni da ammiraglia. Non per niente, il connubio tra eleganza e sportività si annuncia già nel nome: con Shooting Brake, infatti, si indicava nel XIX secolo la carrozza usata dai signori nelle battute di caccia.
La prima cosa che colpisce nell'ultima arrivata di casa Mercedes è il design accattivante. Le linee bombate, il cofano allungato, i finestrini ribassati, il tetto spiovente dal profilo arcuato: la casa di Stoccarda non smentisce la passione dello stile ricercato unito a una grande versatilità. Le dimensioni di tutto rispetto (4,95 metri di lunghezza per 2,07 di larghezza) vengono alleggerite nel peso  grazie alla scelta dell'alluminio per portellone, cofano, passaruota e portiere.
Gli interni sono assolutamente in stile Mercedes, sia per quanto riguarda i materiali raffinati sia per la varietà degli accessori. La totale personalizzazione nella configurazione consente addirittura la scelta del pianale di carico in una versione extra lusso: ciliegio americano con intarsi neri.  Due gli equipaggiamenti per adeguare gli interni alle proprie esigenze e scegliere ogni dettaglio: il pacchetto Exclusive e lo sportivo Amg.
La Mercedes Cls Shooting Brake è proposta in tre versioni benzina e due diesel, anche integrali 4Matic. I nuovi motori diesel CDI coniugano prestazioni eccellenti e consumi ridotti. L'attenzione all'ambiente è testimoniata anche dalle nuove tecnologie del pacchetto BlueEFFICIENCY presente in ogni modello.
Scontata una ricchissima dotazione di sicurezza, che comprende il Blind Spot Assist attivo, il sistema antisbandamento, l'Attention Assist, il Brake Assist e il Pre-Safe: la migliore tecnologia Mercedes al servizio di una guida serena e senza incidenti.

Articolo sponsorizzato

giovedì 22 novembre 2012

I campionati degli affiliati

Campionati di serie
In Italia, oltre ai tornei individuali, l’attività agonistica dilettantistica è rappresentata dai campionati a squadre degli affiliati organizzati dalla Federazione italiana tennis. Per affiliati si intendono le società sportive o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla Fit. I campionati sono distinti in fasi provinciali, regionali e nazionali.
Ogni incontro fra due società (incontro intersociale) prevede un certo numero di singolari e di doppi, in numero differente per le squadre maschili e femminili.
Come per tutti i campionati esiste la divisione in serie, partendo dalla serie A1, che è la massima espressione del campionato. Numerosi giocatori professionisti partecipano ai campionati degli affiliati di serie A. In questo caso, però, trattandosi di attività dilettantistica, devono rinunciare al compenso. Per le serie A e B esiste la promozione e la retrocessione.

Campionati maschili
Serie A1 (14 squadre)
Serie A2 (28 squadre)
Serie B (56 squadre)
Serie C (nessun limite di squadre)
Serie D1 (nessun limite di squadre)
Serie D2 (nessun limite di squadre)
Serie D3 (nessun limite di squadre)

Campionati femminili
Serie A1 (7 squadre)
Serie A2 (14 squadre)
Serie B (28 squadre)
Serie C (nessun limite di squadre)
Serie D1 (nessun limite di squadre)
Serie D2 (nessun limite di squadre)
Serie D3 (nessun limite di squadre)

Campionati di categoria
Alcune regioni organizzano a livello provinciale anche campionati a squadre di Serie D4, e di categoria 4.6+nc.

Campionati juniores e veterani
Ai campionati di serie si aggiungono i campionati a squadre giovanili e veterani.
I campionati giovanili
Prevedono squadre di: under 12 (maschili e femminili); under 14 (maschili e femminili); under 16 (maschili e femminili); under 18 (solo maschile).
Campionati veterani
Campionati maschili: over 35; over 40; over 45 libero (ossia senza nessun limite di classifica Fit); over 45 limitato a giocatori con classifica Fit 4.3; over 50; over 55; over 60; over 65 e over 70.
Campionati femminili: ladies 40 limitato a giocatrici con classifica Fit 4.4; ladies 50. Alcune regioni organizzano anche il campionato a squadre veterani per le ladies 40 mai classificate, ovvero giocatrici che hanno e hanno avuto sempre classifica 4.nc

venerdì 9 novembre 2012

Le impugnature del diritto: la semi-western

Girando la mano in senso orario (per i destri) fino a che la “V” che si forma fra il pollice e l’indice sia in corrispondenza dell’angolo dell’ottagono del manico fra lo smusso n. 2 e il lato “right”, si ottiene l’impugnatura semi-western. La base del polpastrello del dito indice si troverà in corrispondenza dello smusso n. 2 (per i destri) o n. 3 (per i mancini). L’impugnatura semi-western risulta così una via di mezzo fra la eastern e la western.


Per la sua versatilità, questa impugnatura risulta essere al giorno d’oggi largamente usata. Con la semi-western, infatti, la palla va colpita più davanti al corpo rispetto alla eastern, e questo è fondamentale nel gioco moderno.
Con la semi-western si ottengono colpi aggressivi di grande potenza e, rispetto alla eastern, rende più agevole imprimere rotazioni di topspin per ottenere angoli più stretti, lob a effetto e maggiore controllo della palla.  Con la rotazione topspin, infatti, è più facile mantenere in campo i colpi di grande velocità. Ideale anche per le palle molto alte, che è necessario colpire molto sopra l’altezza delle anche.
Con la semi-western è necessaria una grande abilità per cambiare l’impugnatura nella posizione della continental per poter giocare le voleé. Inoltre, sulle palle senza peso, è difficile imprimere spinta alla palla a causa dell’inclinazione del piatto corde al momento dell’impatto.

mercoledì 24 ottobre 2012

L’accessorio che prolunga la vita delle corde

Il vostro tipo di gioco vi costringe a cambiare spesso le corde perché troppo usurate? Volete che l’incordatura duri più a lungo? Ecco un accessorio pensato proprio per rallentare l’usura delle corde, soprattutto per coloro che montano multifilamenti (che si muovono tantissimo) o budelli naturali.
Si chiama Duralift (Tecnifibre) o Elasto Cross (Babolat) e consente di proteggere gli incroci delle corde, i punti maggiormente sottoposti allo stress dell’impatto e dello sfregamento della pallina. Un attrezzo non deve assolutamente mancare a coloro che vogliono prolungare la vita della propria incordatura.
Questo piccolo strumento permette di posizionare minuscoli inserti di plastica negli incroci delle corde. L’area interessare sarà soprattutto la zona che subisce il maggior numero di impatti, ovvero lo sweetspot, la parte centrale dell’ovale.
Affezionato a questo accessorio è il numero uno al mondo, Roger Federer, che lo utilizza a ogni cambio campo.
Duralift e Elasto Cross costano intorno ai 10 euro, un piccolo investimento che potrebbe farvi risparmiare molto denaro facendo durare più a lungo le vostre incordature.


martedì 9 ottobre 2012

Racchette Head YouTek IG Extreme 2.0

Ecco la versione 2.0 della linea di maggiore successo della Head, uno strumento aggressivo per un gioco agonistico a alti livelli. Dotata di struttura forte e potente, la Extreme è in grado di garantire uno spin estremo per l’attacco da fondo campo.
Alla nota tecnologia Innegra, Head aggiunge la tecnologia S-tech grommets che permette un miglior movimento delle corde e un ampio sweetspot, per un assorbimento migliore degli urti.
Nel cuore delle racchette la Head colloca la tecnologia D30, che reagisce alle esigenze dei giocatori in base al tipo di impatto della pallina sulle corde per garantire un tocco preciso e di maggior sensibilità. Questo è reso possibile con l’inserimento di un materiale dinamico integrato in quello di rinforzo all’interno della racchetta. Le molecole di questo materiale reagiscono in maniera differente in base al modo in cui la palla impatta le corde: se l’impatto è veloce le molecole si compattano nel giro di pochi nanosecondi per aumentare la stabilità dell’attrezzo e garantire precisione e potenza. Di contro, se l’impatto è meno veloce, le molecole si espandono assorbendo il colpo: in questo modo si potrà ottenere il massimo della sensibilità.
La tecnologia Innegra, già punto di forza di tutte le linee Head, è una delle fibre più leggere e solide al mondo. Insieme alla tecnologia Head advanced carbon ha permesso di creare una struttura ad alte prestazioni. Innegra è integrata nel telaio per ridurre le vibrazioni nel momento dell’impatto di circa il 17%. Il telaio, che mantiene più a lungo la sua struttura originaria, non perde nessuna delle sue proprietà iniziali e assicura nel tempo controllo e precisione.
All’interno dei grommets (passacorde), Head inserisce come frizione la tecnologia YouTek, ovvero crea un effetto autolubrificante ottenuto inserendo del Teflon. Le corde scivolano meglio all’interno dei grommets opponendo pochissima resistenza: in questo modo non viene dispersa l’energia ed è assicurata maggior potenza. La tecnologia S-tech grommets consente un miglior movimento delle corde e uno sweetspot più ampio.

Head YouTek IG Extreme Pro 2.0
Ecco la racchetta scelta da Richard Gasquet, che assicura tutti i vantaggi di una Extreme, ma in versione più pesante e solida. È una racchetta potente e aggressiva con un forte spin per il gioco d’attacco. Misura dell’ovale e bilanciamento ne fanno uno strumento che offre un ottimo mix di potenza e controllo, ma in grado anche di spingere quando occorre. Questa versione include tutte le tecnologie Head: Innegra, Haed advanced carbon, D30 e S-tech grommets.
Head size: 100”
Peso: 315 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 315 millimetri
Profilo: 24/26/23 millimetri
Schema corde: 16x19

Head YouTek IG Extreme MP 2.0
La nuova versione MP della linea Extreme si basa su un connubio speciale fra peso e bilanciamento che le consente di fendere più velocemente l’aria pur mantenendo inalterata la sensazione di solidità. La Mid Plus è ideale per chi ama il gioco da fondo campo con una racchetta che dia al tempo stesso potenza e manovrabilità. La velocità di movimento è assicurata dal bilanciamento leggero. Con l’inserimento della nuova tecnologia S-tech grommets, le corde si muovono meglio e si ha un ampio sweetspot. Non manca la fibra Innegra per un comfort impeccabile e la nuova tecnologia D30, che reagisce in maniera differente a seconda del tipo di impatto sulle corde.
Head size: 100”
Peso: 300 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 24/26/23 millimetri
Schema corde: 16x19

Head YouTek IG Extreme S 2.0
Ecco la versione oversize della famiglia, che oltre a fornire potenza e controllo, è maggiormente in grado di perdonare i colpi non perfettamente centrati. Anche su questa racchetta viene inserita la tecnologia S-tech grommets che offre un elevato comfort e migliora l’assorbimento degli urti. La tecnologia Innegra contribuisce a rendere ancora più stabile questo strumento. Sensibilità e tocco sono garantiti dalla tecnologia D30.
Head size: 107”
Peso: 280 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 330 millimetri
Profilo: 24/26/23 millimetri
Schema corde: 16x19

Head YouTek IG Extreme Lite 2.0
Per ultima, la più leggera e maneggevole tra le Head YouTek IG Extreme. Pensata per una vasta gamma di tennisti, offre grande giocabilità e si caratterizza per il maggiore spin. Il nuovo sistema di passacorde S-tech riduce le vibrazioni assorbite durante il colpo per un maggiore comfort. Il materiale dinamico D30 inserito nel cuore della racchetta assicura tocchi precisi e sensibilità in base al tipo di impatto della palla.
Head size: 100”
Peso: 265 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 340 millimetri
Profilo: 24/26/23 millimetri
Schema corde: 16x19

martedì 25 settembre 2012

L’Aivat, il circuito più amato dai veterani

Di storica tradizione, i campionati maschili a squadre organizzati in Italia dall’Aivat sono da sempre molto amati perché si rivolgono ai giocatori amatoriali, ovvero ai cosiddetti “giocatori di circolo”.
Aivat è infatti l’acronimo di Associazione italiana veterani amatori tennis e tantissimi atleti preferiscono disputare questo tipo di campionato anziché i ben più difficili (anche se più prestigiosi) campionati a squadre veterani della Fit. Per assicurare, infatti, che il circuito mantenga lo spirito che lo ha contraddistinto per lunghissimo tempo, l’Associazione prevede nel proprio regolamento delle limitazioni sul tipo di giocatore che il circolo può inserire nella rosa della squadra.


A parte la limitazione in base alla classifica Fit (il giocatore che disputa il campionato Aivat non deve superare una certa classifica Fit), sono state introdotte, nel corso degli ultimi anni, ulteriori regole per cercare di disciplinare l’iscrizione degli ex professionisti, dei giocatori stranieri, di quelli provenienti fuori dalla regione in cui ha sede il circolo ecc.
La filosofia dell’Associazione è “praticare il tennis di qualità, valorizzando la pratica amatoriale, promuovere un modello organizzativo efficiente ed accogliente, privilegiare la passione senza dimenticare i valori fondanti quali la correttezza, la reciproca stima fra i partecipanti e il sano agonismo”.
L’Aivat, che organizza campionati maschili a squadre over 45 e over 55, dal 2008 ha inserito anche la categoria over 65.
L’attenzione al tennis per i veterani ha radici nel passato, perché i giocatori che in gioventù avevano praticato attività agonistica volevano divertirsi e gareggiare ancora in età più matura, anche considerato il fatto che il tennis è uno sport che può essere praticato a qualsiasi età e per tutta la vita. Nel 1957, per iniziativa di un gruppo di operatori del settore, vene costituita la Federazione internazionale veterani tennis (Vita), con lo scopo di promuovere il tennis veterani nel mondo. Uno dei fondatori, l’italiano Alessandro Loewy, ne divenne il primo presidente, anche in conseguenza alla esperienza in Italia, dove due anni prima aveva fondato l’Aivat.
L’attività della Vita si consolidò in tutto il mondo con l’adesione di moltissimi paesi. Nel 1979 l’Itf, la Federazione internazionale tennis, ha inglobato la Vita della sua organizzazione e le ha cambiato nome in Itf comitato veterani.
In Italia, sebbene la Federazione italiana tennis abbia cercato di porre sotto la propria egida l’intera organizzazione del tennis veterano, l’Aivat ha continuato costantemente la propria attività. Nel 2012 sono stati organizzati un Torneo di doppio +115 limitato a 4.3, un Campionato over 50 e un Campionato di doppio +110.

martedì 11 settembre 2012

Un Us Open così non si potrà dimenticare

Dopo il successo olimpico, Andy Murray si libera finalmente dell’incantesimo e vince il suo primo titolo dello Slam. È successo lunedì 10 settembre agli Us Open 2012,  in una finale al quinto set contro Novak Djokovic in cui le cattive condizioni meteo hanno costretto i due campioni ad alzare oltre il massimo il loro livello di gioco per cinque ore.

Andy Murray

Una grande e meritata soddisfazione, quella dello scozzese, che non è solo personale, ma di tutta una nazione: la Gran Bretagna non vinceva un titolo agli Us Open da 76 anni, da quel lontano 1936 in cui l’impresa è riuscita per la terza e ultima volta al signor Fred Perry (le sue precedenti vittorie sono del 1933 e del 1934).
E così nel 2012 i primi quattro giocatori del mondo si distribuiscono gli altrettanti titoli del Grande Slam: Novak Djokovic ha aperto la stagione vincendo a gennaio gli Australian Open contro Rafa Nadal, che poi si prende la rivincita al Roland Garros. A Wimbledon si impone Roger Federer, che batte in finale proprio Andy Murray, lasciando un po’ di amaro in bocca agli inglesi, a cui non sarebbe dispiaciuto vedere il giocatore britannico salire sul gradino più alto del podio.

Serena Williams

A fare gli onori di casa a New York ci ha pensato invece un’imbattibile Serena Willimas, che conquista il titolo del singolare femminile per la quarta volta in carriera, battendo la numero uno del mondo Viktoryja Azarenka.
Ma alla soddisfazione di Usa e Gran Bretagna si aggiunge quella dell’Italia: la nostra connazionale Sara Errani conferma una splendida annata e conclude il circuito del Grande Slam 2012 alla grande. Dopo aver conquistato per la prima volta i quarti di finale agli Australian Open e la finale agli Open di Francia, a Flushing Meadows compie due miracoli: diventa la prima giocatrice italiana dell’era open a raggiungere la semifinale (che perderà proprio contro la vincitrice Serena Willimas); e, insieme all’inseparabile compagna Roberta Vinci, bissa il successo di quest’anno al Roland Garros e vince il torno di doppio anche a Flushing Meadows, battendo in finale le ceche Hradecka e Hlavackova. La vittoria a New York ha permesso alle atlete italiane di salire al primo posto del ranking mondiale di doppio.

Sara Errani e Roberta Vinci agli Open di Francia 2012

lunedì 27 agosto 2012

Le impugnature del diritto: la eastern

La posizione sul manico per questa impugnatura corrisponde più o meno a quella che si usa per stringere la mano. In pratica si gira la mano in senso orario (antiorario per i mancini) fino a raggiungere lo spigolo del manico successivo rispetto alla continental: la “V” che si forma fra il dito indice e il pollice sarà in corrispondenza  con l’angolo tra il lato “top” e lo smusso n. 1 (4 per i mancini). La base del polpastrello del dito indice tocca il lato “right” dell’ottagono (“left” per i mancini).


È un’impugnatura molto classica, adatta per sia per colpi piatti sia per rotazioni topspin, la prima che si impara quando si approccia questo sport. L’ovale della racchetta risulta essere in linea col palmo della mano, come se la racchetta fosse il prolungamento naturale del braccio. Molto usata dai giocatori che prediligono colpi potenti di attacco, più consona a palle che rimbalzano basse, meno efficiente su rimbalzi alti.
Per contro, il colpo giocato piatto ad alta velocità di scambio,  rischia di compromettere la gestione del controllo del contatto fra il piatto corde e la palla.
Molto veloce sarà passare da questa impugnatura a quella per la voleé (continental) in caso di discesa a rete.

martedì 24 luglio 2012

Nastro Verde campione italiano over 60

Se oggi scrivo questo post per celebrare questa grande vittoria non è per dovere di cronaca: questo blog si occupa molto poco di fatti di cronaca, e oltretutto l’informazione risulterebbe incompleta. La categoria "over 60" è solo una fra le tante dei Campionati degli affiliati.
Lo scrivo perché voglio partecipare alla soddisfazione e all’orgoglio del circolo Nastro Verde, che ancora una volta può cucire sulla maglietta dei giocatori lo scudetto tricolore. Perché il Nastro Verde, di campionati italiani, ne ha vinti tanti.
La fase finale del Campionato si è disputata il 13, 14 e 15 luglio a Roma, presso il C.T. Eur, fra le prime quattro squadre del tabellone nazionale: C. Canottieri Roma, C.T. Eur Roma, Nastro Verde (Giussano, Milano) e A.S. Faustina (Lodi). Nell’ultima e decisiva giornata il Nastro Verde (che non era favorito) ha avuto la meglio sulla Canottieri Roma, vincendo i due singolari.
Non voglio entrare nei dettagli tecnici dello svolgimento dell’incontro né spiegare perché questa vittoria è così importante: l’intento di questo articolo non è raccontare lo svolgimento della quadrangolare, ma soltanto rendere pubblica la mia partecipazione alla vittoria. Ecco anche spiegato il motivo della pubblicazione ritardata, quando ormai gli echi delle cronache locali e della stampa specializzata si sono spenti.

La squadra vincitrice del Campionato italiano over 60. Il Nastro Verde
può contare da sempre su giocatori di livello internazionale.
In piedi, da sinistra:  Pierino Toci, Robert Machan, Salvatore Garofalo,
Ettore Trezzi, Alberto Martinoni (capitano),  Pietro Marzano.
Seduti, da sinistra: Carlo Pirani e Roberto Segre
Il Nastro Verde è un circolo prestigioso di solida tradizione che da qualche anno gioca gli incontri casalinghi presso il circolo dove ho avuto il piacere di collaborare per tanti anni. Sto quindi partecipando alla gioia e alla festa di tanti amici, compagni di tennis e di tante indimenticabili serate. E a loro voglio dedicare questo articolo.
Lavorare nel mondo del tennis mi ha dato l’opportunità di conoscere, oltre che giocatori ad altissimo livello, tante personalità influenti nel mondo dello sport e del giornalismo, il mondo da cui provengo e in cui sono nata. È anche grazie al fatto di aver respirato il tennis fuori dal campo che è nato questo blog.
E oggi questo blog si vuole stringere in modo particolare al carissimo amico Ettore Trezzi, non solo fondatore, ma cuore pulsante del Nastro Verde, oltre a cuore pulsante del tennis in Lombardia negli anni passati, con trent’anni di presidenza al Comitato regionale Fit alle spalle.
A Ettore, ai bravissimi giocatori, al capitano Alberto Martinoni e a tutti gli amici del Nastro Verde i miei più sinceri complimenti.

Anche Nicola Pietrangeli, saputo che la squadra dell'amico Ettore Trezzi
era arrivata alla F
inal Four, ha voluto essere presente


martedì 17 luglio 2012

Le Olimpiadi disputate nei lager nazisti

L’inizio imminente della 30° edizione delle Olimpiadi a Londra ha riportato all’attenzione della cronaca il caso delle edizioni non disputate negli anni della seconda guerra mondiale. Stiamo parlando delle edizioni n. 12 e 13, quelle degli anni 1940 e 1944, e il termine “non disputate” è quello che utilizza il Comitato olimpico internazionale (Cio) per designarle.
Ma il Museo dello sport di Varsavia sostiene che quelle edizioni si sarebbero svolte lo stesso. Certo non in maniera ufficiale, in condizioni precarie e fuori dagli schemi classici, ma pur sempre disputate.

Le due manifestazioni, infatti, sarebbero state organizzate fra i detenuti dei campi di concentramento e di prigionia nazisti al confine fra Polonia e Germania, precisamente a Langwasser, Woldenberg e Gross Born. E il museo polacco ne custodirebbe alcuni vessilli: bandiere, medaglie e trofei. A far tornare l’interesse sulla vicenda, la decisione del Museo olimpico di Losanna di aprire uno spazio dedicato ai ricordi di quelle competizioni trasferendo il materiale che i dirigenti del museo polacco metterebbero a disposizione.
Così il Cio ha preso in considerazione l’opportunità di ridare dignità a quelle gare con un riconoscimento speciale, e ricordare così gli atleti che vi hanno partecipato e i loro sforzi di tenere vivo lo spirito sportivo nei tempi bui della guerra.
Richiesta, questa, sostenuta anche da uno dei rappresentanti italiano del Comitato internazionale, che si affianca alla battaglia storica di Arkadiusz Brzezicki, uno degli organizzatori dei giochi che si sono svolti a Woldenberg e che oggi ha 103 anni. Brzezicki da tempo si batte per il riconoscimento delle edizioni ’40 e ’44, ma finora il Cio è stato sordo a qualunque richiesta. La motivazione? Quelle edizioni non ebbero le caratteristiche richieste per una manifestazione olimpica.
Ma, guardando i reperti di museo di Varsavia, viene da pensare che le gare fra i prigionieri nei lager furono quanto di più olimpico si fosse svolto in quegli anni: furono gli unici posti, infatti, dove sventolarono i vessilli olimpici, realizzati con il poco materiale a disposizione. Uno straccio con i cinque cerchi dipinti ad acquarello, coppe ricavate dalle gavette, medaglie di cartone, gagliardetti circondati da filo spinato, materiali e attrezzi per gli sport raffazzonati o adattati… e i tedeschi che pensarono a un momento di ricreazione fra prigionieri e conobbero la verità solo nel 1970.

mercoledì 4 luglio 2012

Classifiche e categorie

L’attività agonistica disciplinata dalla Federazione italiana tennis distingue i giocatori per sesso, per classifica, per categoria di età. I campionati vengono distinti quindi in campionati di categoria di classifica e campionati per settore di età.

CLASSIFICHE
La classifica rappresenta il valore del giocatore ed è subordinata ai risultati conseguiti durante la partecipazione a tornei e/o campionati. La Fit redige le classifiche ogni anno a dicembre elaborando i dati dell’anno appena passato. Il metodo di assegnazione delle categorie prende in considerazione molti fattori, per vederne il dettaglio clicccare qui.
In situazioni particolari, cioè per i giocatori che hanno conseguito ottimi risultati e che sono perciò avanzati parecchio di grado, la Federazione può riassegnare la categoria anche a metà anno, a giugno. In questo caso ne sarà data comunicazione al circolo affiliato per cui è tesserato il giocatore, e sarà emessa la tessera con la nuova classifica.
All’inizio dell’attività agonistica, il giocatore che fa richiesta della tessera di atleta, è posizionato nel gruppo più basso, il 4° gruppo, con classifica NC (non classificato).
Ecco lo schema delle classifiche, partendo dal basso (il numero dopo il punto rappresenta il gruppo).
Quarta categoria
4.NC - 4.6 - 4.5 - 4.4 - 4.3 - 4.2 - 4.1
Terza categoria
3.5 - 3.4 - 3.3 - 3.2 - 3.1
Seconda categoria
2.8 - 2.7 - 2.6 - 2.5 - 2.4 - 2.3 - 2.2 - 2.1
Prima categoria
La prima categoria comprende i 20 giocatori meglio piazzati nei primi 500 posti della classifica mondiale ATP e le 10 giocatrici meglio piazzate nei primi 400 posti di quella WTA, stilate nella prima settimana di novembre, elencati secondo l’ordine occupato in tali classifiche. Agli altri giocatori presenti in tali classifiche ATP e WTA, secondo la posizione raggiunta, è assegnata una classifica minima.

Settori di età
I campionati sono distinti anche per settore di età, differenti nella fascia “over” fra maschi e femmine. Per i campionati nazionali si usano queste suddivisioni.
Settore under
Under 11 - under 12 - under 13 - under 14 - under 16
Settore normale
Dai 17 anni fino al settore “over”
Settore over
Over 35 (solo maschile)
Veterani
Dai  45 anni per gli uomini e dai 40 anni per le donne
Le suddivisioni per settore di età variano nel caso di campionati regionali per i settori “under”, dove vengono previste le categorie “under 10” e “under 18”.

lunedì 18 giugno 2012

Tennis: cambia o resti indietro

Il tennis è cambiato. Non tanto con il passaggio dalla racchetta di legno a quella metallica, ma con la diffusione del formato “oversize”, messo a punto dalla Prince. Un collaboratore della Prince, il professore del Dipartimento di fisica e astronomia dell’università della Pensilvania, Howard Brody, ha scritto un libro tuttora di grande attualità, “Tennis science for tennis players”, dove affronta l'applicazione di metodi sperimentali, tecniche computerizzate, e le leggi elementari della meccanica per un’indagine di quei parametri che influenzano il risultato di eventi sportivi. Studiando in particolar modo le apparecchiature utilizzate nel tennis, ha approfondito l’interazione di base tra la palla e la racchetta e la palla e il campo. I nuovi e interessanti risultati conseguiti hanno permesso di mettere a punto racchette migliori.
La trasformazione pratica dei concetti esposti nell’opera di Brody è stata adottata dalla maggior parte dei tecnici anglosassoni, sempre all’avanguardia nel settore, tra cui Brad Gilbert e Cuck Kriese e riguardano principalmente l’altezza migliore per colpire la palla e le migliori parabole da ottenere.
I risultati si vedono maggiormente nei giocatori del giorno d’oggi, dove è fondamentalmente cambiato il colpo del dritto e il gioco di gambe: si gioca con il corpo. Il corpo si proietta verso la palla attraverso i fianchi (destro per i destri e sinistro per i mancini), creando così le condizioni per un impatto più potente e più aggressivo rispetto al vecchio sistema del colpo eseguito con le gambe incrociate. Se si giocasse con grande potenza con una racchetta oversize il colpo finirebbe certamente fuori dal campo di almeno quattro metri, a causa dell’allungamento della traiettoria. Con l’open stance (la posizione delle gambe) al momento del rimbalzo, è possibile raccogliere la massima potenza dal ginocchio all’anca e trasferirla nel colpo. Questo perché l’open stance, nella sua fase esecutiva e finale, è più breve della close stance e quindi ne deriva contemporaneamente un accorciamento della lunghezza del colpo ma una maggiore potenza. Ecco perché i giocatori odierni praticano un tennis di potenza molto all’interno del campo di gioco. Questo è il tennis di oggi.

Italia-Germania ’70: la partita del secolo

All’esterno dello Stadio Azteca di Città del Messico è appesa una targa commemorativa che recita: Lo Stadio Azteca rende omaggio alle squadre di Italia (4) e Germania (3), protagoniste, nel mondiale del 1970, della “partita del secolo” - 17 giugno 1970.

La targa è stata apposta dai tifosi messicani, entusiasti della partita di semifinale disputata fra l’Italia e la Germania ovest nella Coppa del mondo di calcio del 1970. La partita si è giocata mercoledì 17 giugno 1970 ed è stata vinta dall’Italia per 4-3.
Ma perché questa partita di calcio è stata definita la partita del secolo? Italia-Germania ovest è una partita che, sul piano dell’impatto culturale, può essere considerata una delle partite più emozionanti e influenti della storia del calcio: gli spettatori, che rimasero incollati al televisore fino a notte tarda, la apprezzarono perché ruppe gli schemi classici annullando completamente la tattica a favore dell’antagonismo più puro. Insomma si è giocato male, le reti segnate furono fortunose (due autogol italiani e uno tedesco) ma la gente impazzì. Come poi commenterà Gianni Brera: “Noi abbiamo rischiato l’infarto, non per scherzo, non per posa (un banchiere italiano che seguiva la partita da Montevideo fu fulminato da un infarto, ndr). Il calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo sotto l’aspetto tecnico-tattico. Sotto l’aspetto agonistico, quindi anche sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la finiscono di laudare”.


Dunque, per i “puristi” della disciplina, un mezzo disastro; ma per i tifosi messicani, che, a detta dei tecnici, di calcio poco ne masticavano, un tripudio di spettacolo e battaglia, esattamente in linea con il gusto latino-americano.
La partita divenne un film, una commedia, un libro, una trasmissione televisiva, rievocata dal 12° volume della Raccolta dei 110 anni di gloria del Corriere della Sera. In Italia rappresentò la riscossa di una generazione che fece della lotta la propria ragione di vita, con i movimenti studenteschi del ’68.
Nel nostro paese si iniziò a vederla il 18 giugno, perché per la differenza di fuso cominciò dopo la mezzanotte: il numero di spettatori arrivò a sfiorare il record di ascolto dello sbarco sulla luna dell’anno precedente. La Germania era fiduciosa, aveva stravinto il girone eliminatorio, tutti la davano per favorita; l’Italia non aveva brillato nel girone eliminatorio: anche se passati per primi, gli italiani avevano vinto solamente una partita (1-0 contro la Svezia).
La tensione prima dell’incontro tocca il livello massimo quando il ct Ferruccio Valcareggi deve a decidere se schierare l’interista Sandro Mazzola o il milanista Gianni Rivera, colpito nelle prime giornate dal male di Montezuma. Arriva solo alla vigilia la sentenza del ct: un tempo per uno, sarà staffetta.
Dopo otto minuti di gara arriva il primo gol italiano: Roberto Boninsegna (Boninmba) approfitta di un assist di Gigi Riva e tira una saetta. Da qui l’Italia si chiude in difesa per il resto dei tempi regolamentari, con soli alcuni insidiosi contropiede e molti interventi decisivi del portiere Enrico Albertosi, forse il migliore in campo. Al secondo minuto oltre il tempo regolamentare arriva il pareggio dei tedeschi con Karl-Heinz Schnellinger, che segna il suo primo e unico gol in 47 partite in nazionale.


Si arriva così ai tempi supplementari, i veri protagonisti della gara per la densità di emozioni. Al 94’ la Germania si porta in vantaggio con il gol di Gerd Müller, che sfrutta una distrazione della difesa italiana. Il difensore italiano Tarcisio Burgnich (secondo e ultimo gol in nazionale in 36 partite) risponde approfittando di uno svarione della difesa tedesca. Si è di nuovo in parità, fino al minuto prima della scadenza del primo tempo supplementare, quando un assolo di Gigi Riva in contropiede riporta l’Italia in vantaggio.
Al quinto minuto del secondo tempo supplementare, su una palla proveniente da un calcio d’angolo, Müller interviene di testa  trovando uno spiraglio fra Gigi Riva (sulla linea di porta) e il palo. Albertosi non nasconde il disappunto nei confronti del compagno: quell’errore può costare la possibilità di arrivare in finale.
Ma dopo appena un minuto, un’azione accompagnata dal coro dello stadio consegna la vittoria all’Italia: la palla è rimessa dal centro campo, si contano undici passaggi, nessun intervento dei tedeschi. Rivera di piatto supera Mailer e mette fine alla partita: l’Italia, dopo 32 anni, entra in finale di Coppa Rimet.

lunedì 11 giugno 2012

Boat Race Oxford-Cambridge, una regata dal sapore antico

Ogni anno, dal 1856, le università britanniche di Oxford e Cambridge si sfidano in una delle più celebri gare di canottaggio del mondo, la regata Oxford-Cambridge sul Tamigi o, come la chiamano semplicemente gli inglesi, la Boat Race.


Le due università vantano da sempre una tradizionale competizione, in quanto sono le due più antiche e prestigiose università britanniche, nate una dalla costola dell’altra.
L’università di Oxford, la cui data di fondazione rimane incerta, ma di cui esistono prove dell’esistenza a partire dall’anno 1096, fu smantellata  nel 1209, a seguito dell’uccisione di due studenti accusati di aver commesso dei crimini. Dopo questo fatto, un gruppo di studenti si rifugiò a Cambridge per dar vita alla fondazione della seconda università più importante del Regno Unito. L’università tornò poi a Oxford il 20 giugno del 1214, grazie allo statuto negoziato da un delegato papale.
La tradizionale gara, però, debutta il 10 giugno del 1829 con la vittoria di Oxford, e solo dal 1856 diventa un appuntamento annuale. Fino a oggi si sono tenute 158 edizioni. Le quattro che si sono svolte durante la seconda guerra mondiale (1940, 1943, 1944 e 1954) non sono considerate ufficiali. L’albo d’oro vede in testa l’equipaggio di Cambridge con 81 vittorie contro le 76 di Oxford.
Il tragitto da percorrere copre 4 miglia e 374 iarde, pari a 6.799 metri, quindi comporta un grande sforzo fisico. L’equipaggiamento comprende otto vogatori e un timoniere (“otto con”). I due equipaggi (Light Blue di Cambridge e Dark Blue di Oxford) possono da sempre contare su alcuni tra i più grandi canottieri del mondo, compresi campioni olimpici.
Nel 2012 la competizione si è svolta il 7 di aprile ed è stata vinta da Cambrigde: è stata interrotta per circa mezz’ora a causa di un uomo che si è buttato nel Tamigi disturbando la gara.

venerdì 8 giugno 2012

L’impugnatura del servizio e della voleé: la continental

In questo tipo di impugnatura, che è chiamata anche “a martello”, la mano è posizionata quasi tutta sopra il manico, con una piccola parte dietro, esattamente come si tenesse in mano un martello. La “V” che si forma fra il pollice e l’indice corrisponde all’angolo dell’ottagono del manico tra il lato “top” e lo smusso n. 4. La base del dito indice corrisponde allo smusso n. 1 (n. 4 per i mancini). 


È l’impugnatura di base per il servizio, sebbene alcuni principianti utilizzano per la battuta la stessa impugnatura del diritto. Viene usata anche per altri colpi, come le voleé, lo smash e la smorzata.
Se usata per il diritto, nel momento dell’impatto il piatto corde incontra la pallina dall’alto e da dietro, ma nel tennis moderno è praticamente impossibile trovare giocatori che la utilizzano per questo colpo. Per il diritto da fondocampo, infatti, con questa impugnatura è molto difficile mantenere l’ovale della racchetta perpendicolare al terreno per ottenere un colpo piatto, mentre imprimere effetti rotatori di topspin è praticamente impossibile.
Più frequente l’utilizzo per il rovescio, soprattutto per il backspin, perché permette di incontrare la palla col giusto orientamento del piatto corde utile per dare il taglio.
Nel servizio permette di ottenere un colpo in uscita molto potente, senza costringere il polso a flessioni innaturali, ed è l’unica impugnatura che permette di effettuare servizi a effetto.
Per quanto riguarda la voleé, la continental si adatta sia al colpo di diritto sia a quello di rovescio. Questo fattore è molto importante perché quando si è a rete il cambio di impugnatura fa perdere alcune frazioni di secondo.

giovedì 7 giugno 2012

Grip e overgrip

Smontaggio del grip
Il manico grezzo della racchetta è coperto da un nastro chiamato “grip”, che può avere uno spessore variabile a seconda dei modelli e delle marche (normalmente tra 1,5 e 2,5 mm.). La scelta dello spessore del grip è molto individuale e deve soddisfare le sensazioni personali dei giocatori.
Gli spigoli del manico, infatti, si devono sentire perché sono il riferimento dell’impugnatura, ma non devono far male. Lo spessore finale del manico deve consentire una presa comoda, giusta per la dimensione della mano.
Solitamente il grip è fissato alla base della racchetta con delle graffette e sul manico con dell’adesivo. Prima di sostituire il grip è necessario rimuovere il precedente e pulire bene il manico. Il grip si monta di sbieco e si fissa nella parte finale con il gommino in dotazione. Se non si vuole usare la cucitrice per fissarlo in partenza, è necessario che il primo giro sormonti completamente la parte iniziale del grip, che è quella tagliata di sbieco.


Il senso di avvolgimento del grip varia a seconda che il giocatore sia destro o mancino. Per i destri, tenendo la racchetta con la mano sinistra col piatto corde rivolto verso il basso il senso di avvolgimento è antiorario.
Una volta coperto bene il tappo alla base del manico (che non deve rimanere scoperto altrimenti rischia di provocare vesciche o ferite) il grip si avvolge a spirale sovrapponendo il bordo inferiore (3/4 millimetri).
Una volta coperto tutto il manico si può eseguire un taglio di sbieco sull’ultimo pezzettino di nastro e fissarlo con la banda adesiva in dotazione. Poi si riposiziona il gommino elastico sopra la bandina adesiva.
L'overgrip
Sopra il grip si monta l’overgrip, un nastro sottilissimo destinato a usurarsi frequentemente con il sudore della mano. L’overgrip si monta allo stesso modo del grip, ma non necessita di graffette e forbici.
È possibile cambiare l’overgrip velocemente durante il cambio di campo.
In commercio esistono tantissimi modelli di grip (lisci, zigrinati, leggermente imbottiti).
Alcuni svolgono anche la funzione di overgrip, ma per giocatori che stanno molte ore in campo è meglio utilizzare l’overgrip, in modo da poterlo cambiare spesso e velocemente.
Montaggio dell'overgrip

Le Carte federali

In Italia, tutta l’attività dilettantistica è disciplinata dalle Carte federali redatte dalla Federazione italiana tennis. Le Carte federali si occupano di fissare le regole di tutto quanto concerne il mondo del tennis dilettantistico. Oltre allo statuto della Federazione italiana tennis e i principi che devono ispirare gli statuti degli affiliati, le carte federali comprendono:
- il regolamento organico, ossia l’organizzazione interna della Federazione, le cariche e le norme per le nomine dei responsabili;
- il regolamento degli ufficiali di gara (ovvero le figure che si occupano di assicurare lo svolgimento delle manifestazioni agonistiche) che fissa le loro qualifiche e i loro compiti;
- il regolamento sanitario, ovvero tutte le norme nazionali e regionali vigenti sulla tutela sanitaria e la composizione e i compiti della commissione medica federale;
- le regole di gioco
- il regolamento tecnico sportivo

Il tennis e l’orologio/1

Se mentre ti stai allenando il tuo maestro ti chiede: “A che ora hai colpito la pallina?”, non guardare l’orologio che hai al polso. Non è quella l’ora che vuole sapere.
Nel gioco del tennis l’orologio serve come riferimento a svariate situazioni, fra cui il semicerchio ideale intorno al corpo entro cui si muove il braccio per colpire la pallina. Parlando sempre di giocatori destri, come si può vedere in figura, le ore 12 sono poste esattamente davanti al giocatore, le ore 3 in corrispondenza dal braccio destro steso e tenuto in linea con la riga di fondo per il colpo di diritto, e le ore 9 il punto sinistro in linea con la riga di fondo per il colpo di rovescio.
Durante l’esecuzione dei colpi il braccio copre una porzione di questo semicerchio. Nel colpo di diritto, per esempio, la preparazione avviene dietro al corpo, oltre le ore 3. Poi il braccio si muove fino a impattare la palla: l’impatto può avvenire dalle 3 alle 12, dopodiché il braccio prosegue la sua corsa ben oltre il punto di impatto. Per il rovescio sarò lo stesso: preparazione oltre le ore 9, impatto dalle ore 9 alle ore 12, prosecuzione della corsa del braccio.
A seconda di dove si colpisce la palla rispetto al corpo, si ottengono colpi e traiettorie differenti. Per ora ci accontentiamo di segnalare che, nel tennis moderno, la palla viene colpita molto davanti al corpo. Per il diritto, se vogliamo imparare a colpire la palla in avanti, dobbiamo cercare di prendere come riferimento la porzione del semicerchio che va dalle ore 2 all’una. Per il rovescio, la zona sarà dalle ore 10 alle 11. Impattare la palla in queste zone significa fare il primo passo verso il tennis moderno.


Parlando delle traiettorie che prende la palla in relazione all’”ora” in cui viene colpita, diciamo che questa non è l’unica variabile in campo. A determinare il tipo di colpo e la sua traiettoria, sono fondamentali, oltre al punto di impatto rispetto al corpo, anche l’inclinazione del piatto corde e l’angolo della palla in arrivo. Inoltre, va considerato che la racchetta sta a contatto della pallina per qualche secondo durante l’impatto: in questa frazione di tempo la racchetta “manovra” sulla palla, perché il braccio esegue un determinato movimento.

mercoledì 6 giugno 2012

L’impugnatura della racchetta

L’impugnatura della racchetta è fondamentale nel tennis, perché determina il modo in cui la palla viene colpita, ovvero definisce l’angolo che assume la testa della racchetta al momento dell’impatto.
Esistono vari modi (tutti validi) per impugnare la racchetta, sia per il diritto sia per il rovescio, e ognuno di questi modi determina il tipo di colpo tirato. Da come un giocatore impugna la racchetta si può determinare a priori che tipo di tennista è: per esempio se è un giocatore con colpi arrotati o un giocatore “piatto” (cioè che tira colpi senza troppe rotazioni).
Naturalmente l’impugnatura che ci sarà più consona, andrà a favorirci in alcuni tipi di colpi e a svantaggiarci in altre situazioni. Il giocatore professionista con una grande varietà di colpi è in grado di cambiare impugnatura a seconda della situazione e del colpo che indente tirare.
Per distinguere i vari tipi di impugnatura si mette in relazione l’ottagono del manico della racchetta con il “cuscinetto” posto sotto l’indice della mano: a seconda del punto dell’ottagono del manico (ovvero in corrispondenza di quale spigolo) si trova questa parte della mano si classificano i vari tipi di impugnatura.
Per riferimento si prende l’ottagono alla base che è sviluppato per tutta la lunghezza del manico.


Quando si impugna la racchetta, la “V” che si forma fra il pollice e l’indice va messa in relazione con gli spigoli dell’ottagono.


Le impugnature classiche del diritto sono classificate a seconda dell’angolo in cui viene a trovarsi la “V”. Partendo dal primo spigolo in alto a sinistra avremo l’impugnatura continental, la eastern, la semi-western e la western. In aggiunta, tra la eastern e la semi-western, esiste la strong eastern, un’impugnatura che non appartiene al repertorio classico, ma è solitamente usata dai giocatori più abili.


L’impugnatura eastern è la più semplice, ed è quella che i maestri insegnano nelle prime fasi di apprendimento. Nella fase agonistica, invece, quando è necessario imparare a dare rotazioni per imprimere velocità pur mantenendo la palla in campo, si potranno imparare le altre impugnature.
L’impugnatura più versatile, comunque, rimane la eastern, o, al massimo, la strong eastern più vicina allo spigolo della eastern.
Per il rovescio, avremo le impugnature eastern, strong eastern e semi-western, per il rovescio a una mano. Le prese bimani sono essenzialmente due:
1. mano destra continental - mano sinistra eastern di diritto;
2. mano destra eastern di rovescio – mano sinistra eastern di diritto.

lunedì 4 giugno 2012

Racchette Head YouTek IG Radical

La linea Radical da sempre assicura versatilità di gioco, rendendola adatta ai giocatori che amano variare molto i colpi. Anche la Radical è stata aggiornata con la tecnologia Innegra, una delle fibre più solide e leggere al mondo, che garantisce maggiore stabilità e sensibilità di gicoo.

Head YouTek IG Radical MidPlus
La MidPlus è il fiore all’occhiello della linea Radical, capace di garantire un gioco aggressivo e fluido. Destinata a giocatori a tutto campo, che amano pressare da fondo e scendere a rete a prendersi il punto. Il piatto corde da 98 pollici assicura estrema potenza e lo schema corde un ottimo controllo. Il bilanciamento in testa e il peso sotto i 300 grammi garantisce un attrezzo maneggevole e bilanciato che non affatica il braccio.
Head size: 98"
Peso: 295 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 21.5 millimetri
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 24 +/- 2kg
Corde consigliate: Power Fusion

Head YouTek IG Radical OS
La Racidal OverSize ha un pìatto corde generoso di 107 pollici capace di perdonare ance i colpi decentrati e assicura potenza anche se la preparazione non è stata perfetta. Adatta ai giocatori di fondo che vogliono un impatto sicuro sulla palla.
Head size: 107"
Peso: 295 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 21.5 millimetri
Schema corde: 18x19
Tensione consigliata: 25 +/- 2kg
Corde consigliate: Power Fusion

Head YouTek IG Radical Pro
La Radical Pro, la più aggressiva della famiglia Radical, è la racchetta scelta da Andy Murray per la stagione 2012. La potenza e la profondità sono assicurate dal peso e dallo schema corde che la rendono un attrezzo adatto ai giocatori che pressano l’avversario da fondo campo. La Radical Pro si adatta perfettamente al gioco moderno basato sulla rotazione dei colpi sia al gioco classico che predilige colpi piatti.
Head size: 98"
Peso: 310 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 21.5 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 25 +/- 2kg
Corde consigliate: Power Fusion

Head YouTek IG Radical S
Novità assoluta della linea Radical, il modello S, con il piatto corde da 100 pollici e il peso ridotto di 280 grammi, è l’occasione per tutti i giocatori di impugnare una racchetta Radical, anche ai giovani giocatori che stanno crescendo. I colpi escono dalle corde con potenza ma il braccio non sarà affaticato neanche dopo diverse ore di gioco. Il comfort è ai massimi livelli.
Head size: 100"
Peso: 280 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 23.5 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 26 +/- 2kg
Corde consigliate: Power Fusion

Head YouTek IG Radical Lite
Con i suoi 250 grammi di peso, la Lite è la più leggera della famiglia Radical, perfetta per i giovanissimi che impugnano la loro prima racchetta da adulto e per le donne con scarsa abitudine ai grossi pesi. La misura dell’ovale perdona anche i colpi non perfettamente centrati.
Head size: 100"
Peso: 250 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 340 millimetri
Profilo: 23.5 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 26 +/- 2kg
Corde consigliate: Power Fusion

sabato 2 giugno 2012

Organizzazione e promozione del tennis dilettantistico

La promozione dello sport dilettantistico in Italia fa capo al Coni, il Comitato olimpico nazionale, che a sua volta è parte del Comitato olimpico internazionale (Cio). Il Coni è un’organizzazione nata nel 1914 con lo scopo, in generale, di promuovere la massima diffusione dell’attività sportiva sul territorio attraverso le federazioni sportive nazionali e, in particolare, per preparare gli atleti per la partecipazione alle olimpiadi. Come forma giuridica il Coni è un ente pubblico posto sotto la vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali. In pratica il Coni è la confederazione delle federazioni sportive e delle discipline associate, che vigila e regola l’esercizio delle attività sportive, si fa garante del Codice di comportamento sportivo e dei controlli antidoping. Attualmente il Coni riconosce 45 federazioni sportive, 19 discipline associate, 14 enti di promozione sportiva nazionale e uno territoriale, e 19 associazioni benemerite. A questi organismi aderiscono oltre 95 mila associazioni o società sportive sparsi in maniera capillare sul territorio a cui gli atleti accedono per praticare la loro attività.
La distinzione fra sport dilettantistico e professionistico si è venuta a delineare nel corso del XX secolo ed è legata puramente all’aspetto economico: gli atleti professionisti vengono pagati per svolgere la loro attività e sono considerati a tutti gli effetti lavoratori dello spettacolo. Ai professionisti, tuttavia, è consentito partecipare a competizioni dilettantistiche anche ad alto livello come quelle olimpiche, purché rinuncino al compenso.
All’interno del tennis dilettantistico, l’attività può essere svolta a livello amatoriale o agonistico. L’attività agonistica prevede delle competizioni dove i singoli atleti o le squadre sono in gara fra di loro. Sia l’attività amatoriale che quella agonistica vengono praticate e promosse attraverso le associazioni o le società sportive. Queste hanno l’obbligatorietà anche giuridica di formarsi come associazioni e società sportive “dilettantistiche” (Asd o Ssd): nessuna associazione o società sportiva che non sia stata costituita con questa forma può essere affiliata alla Federazioni italiana tennis (Fit) o agli enti di promozione sportiva ed essere riconosciuta dal Coni. Solo le associazioni e le società sportive dilettantistiche vengono iscritte nel Registro delle società del Coni. Le associazioni e le società sportive dilettantistiche si devono affiliare alla Federazione italiana tennis e iscrivere nominativamente ogni loro associato: la tessera di iscrizione alla federazione può essere di tipo agonistico o non agonistico, a seconda del tipo di attività che intende svolgere l’atleta. Per partecipare a gare, campionati, tornei è indispensabile richiedere la tessera di tipo agonistico: la richiesta viene fatta alla Fit esclusivamente tramite l’associazione o la società sportiva presso la quale si svolge l’attività.
Quando un atleta richiede alla propria associazione o società sportiva una tessera di tipo agonistico, queste sono obbligate a chiedere all’atleta il Certificato medico di idoneità all’attività agonistica. L’associazione o la società sportiva consegnano all’atleta un apposito modulo di richiesta della visita medica. Con questa richiesta gli atleti si devono recare presso i Centri di medicina sportiva autorizzati ed effettuare alcuni esami al fine di escludere patologie che possano impedire lo svolgimento dell’attività agonistica. Una volta ottenuto il Certificato di idoneità, che va consegnato alla società o associazioni sportiva a cui è associato l’atleta, queste provvedono alla richiesta alla Fit della tessera agonistica. Con questo tipo di tessera è possibile partecipare a gare individuali o a squadre, campionati e tornei organizzati dalle associazioni o società sportive sotto l’egida della Fit e del Coni, o alle competizioni individuali o a squadre direttamente organizzate dalla Fit, che possono avere carattere provinciale, regionale o nazionale. I risultati delle competizioni individuali e a squadre sono tenuti e aggiornati dalla Fit, che ha il compito annuale di redigere le classifiche. Negli sport individuali, gli atleti di particolare interesse sono monitorati e visionati direttamente dal personale tecnico della Federazione. Campionati e competizioni individuali sono suddivisi, oltre che per fascia di età, anche per classifica o serie (A, B, C ecc.).
Le associazioni e le società sportive operano principalmente nelle strutture dedicate allo svolgimento dei vari sport, che possono essere di loro proprietà o di proprietà di enti pubblici o privati.