lunedì 30 dicembre 2013

Ct Firenze: qui, nel 1910, veniva fondata la Fit

La Federazione italiana tennis (Fit) viene fondata a Firenze il 18 maggio del 1910, un poco più in ritardo rispetto alle federazioni di altri sport se si pensa che, per esempio, la fondazione della federazione di ginnastica risale al 1869 e quella di vela a dieci anni più tardi, nel 1879. E un poco più in ritardo anche rispetto alle confratelle europee: la fondazione della federazione in Gran Bretagna risale al 1888.
L’iniziativa che darà origine all’organismo associativo del gioco del tennis italiano parte da un circolo storico di Firenze, il Lawn tennis club, l’attuale Circolo tennis Firenze.
Lo stemma del Ct Firenze
Questo elegante circolo frequentato allora dall’aristocrazia fiorentina, era nato 12 anni prima per volere della colonia inglese che abitava nel capoluogo toscano, e che chiese in affitto al Comune un’area nel Parco delle Cascine.
A valutare l’opportunità  di costituire intorno al circolo un organismo nazionale, Giovanni Cosimo Cini e il marchese Pietro Antinori, rispettivamente presidente e vicepresidente del T.C. Lawn.
I nomi dei delegati dei circoli che parteciparono alla storica fondazione furono noti soltanto dopo il ritrovamento di un importante documento scoperto da Alessandro Dalgas, uno degli autori di un volume dedicato ai 100 anni del club fiorentino.
In questo documento appare l’elenco dei prestigiosi circoli cui si può attribuire oggi il titolo di “club fondatore della Fit”, insieme ai nomi dei delegati che li rappresentavano.

L’elenco dei delegati che hanno costituito la Fit
  • Giuliano Caccia, giocatore fiorentino, consigliere e segretario del Ct Firenze, in rappresentanza del Lawn tennis club;
  • Alberto Suzzi, milanese, campione italiano nel 1912 e 1913, in rappresentanza del Tennis club Milano (poi Tc Milano Bonacossa), della città di Varese e della Società di lawn tennis Premeno (NO);
  • Gilberto Porro Lambertenghi, di Chiari (BS);
  • Borelli del Lawn tennis club Stadium di Torino;
  • Emilio Bocciardo, della Società di lawn tennis Genova, poi Tc Genova;
  • P. Settimani, in rappresentanza della città di Livorno;
  • l’avvocato A. Pacini di Pisa;
  • Menez, rappresentante del Lawn tennis club Paioli, poi Tc Paioli Roma e, dal 1980, Circolo lawn tennis Roma;
  • Carlo Marulli, duca di San Cesario, del Lawn tennis club Napoli, poi Tc Napoli;
  • Giuseppe Lanza D’Ajeta di Palermo.

lunedì 9 dicembre 2013

Le scuse più “gettonate” per chi perde il match

Pazienza e umiltà sono componenti fondamentali per diventare un buon giocatore di tennis, ed eventualmente un campione. L’umiltà sembra essere direttamente proporzionale al livello di gioco: più un giocatore è bravo, maggiore sarà il suo grado di umiltà.
Con più si scende di livello, maggiormente il tennista non riconosce la sua sconfitta. È una forma di autodifesa per il proprio orgoglio data dalla mancanza di umiltà.
A livello di gioco amatoriale o agonistico a bassi livelli, il giocatore che perde il match difficilmente potrà riconoscere la causa della sconfitta nella maggior bravura dell’avversario.
Così, in giro per i campi dei circoli, si sente molto raramente la frase: “Ho perso perché l’avversario era più bravo di me”.
Lavorando tutto il giorno in un circolo di tennis (come i maestri e gli allenatori) si possono raccogliere facilmente i commenti del “dopo-partita” dei soci o dei giocatori iscritti ai tornei.
Ecco una classifica molto particolare, ovvero le scuse più frequenti che adducono i giocatori dopo una sconfitta.
1) Ho mangiato troppo a pranzo
2) Oggi non ho mangiato abbastanza
3) L’avversario era classificato
4) L’avversario era così scarso che mi ha mandato fuori palla
5) Come si fa a giocare su un campo così rovinato?
6) L’avversario è un pallettaro, questo non è giocare a tennis
7) Il giudice arbitro mi ha posizionato male nel tabellone
8) L'avversario ha preso cento righe e mille nastri
9) Ho rotto le corde della racchetta preferita
10) Le palle erano troppo pesanti
11) La rete era troppo alta
12) Queste corde non tirano
13) Da quando ho avuto quell’infortunio non riesco più a giocare bene
14) Oggi non c’ero proprio con la testa
15) Mi sono accorto solo all’ultimo game che l’avversario era mancino

mercoledì 20 novembre 2013

Un alleato silenzioso in campo: la fiducia

In inglese si chiama “confidence” e quando c’è sembra che ogni cosa venga bene e con facilità. È la fiducia, qualcosa che ha parecchio a che fare con l’autostima. Ed è il miglior alleato che possiamo avere in campo.
Quando il giocatore si sente “in fiducia” dà il meglio di sé, e avverte quella bellissima sensazione che è il potere di ribaltare la partita a proprio vantaggio.
Ma la fiducia in se stessi può eccedere in sovrastima o precipitare nel pessimismo più nero: molto dipende dall’andamento della partita o della stagione agonistica, va e viene a seconda dei risultati, è influenzata dalle condizioni di vita. Dubbi, certezze e sconfitte devono essere affrontate sempre in modo costruttivo, senza punirsi eccessivamente. Per essere campioni va considerato anche il fattore mentale.
Sono molte le situazioni in cui la fiducia in se stessi entra con noi “in campo” e influenza il nostro rendimento immediato e futuro. Un giocatore solido mentalmente è colui che ha piena coscienza delle proprie potenzialità, ma sa accettare le sconfitte e trarne profitto per correggere gli errori, reagendo nel modo giusto alle situazioni sfavorevoli.
Le occasioni in cui ci si misura con il proprio livello di fiducia sono molteplici, negative e positive: sono le reazioni a queste situazioni che vanno gestite nel migliore dei modi. Ecco alcune tra le più frequenti.
° Come affronti un nuovo match decisamente alla tua portata dopo aver collezionato una serie di sconfitte in partite assolutamente non impossibili?
° Sei influenzato nei colpi successivi dagli errori commessi durante i punti precedenti?
° Hai lottato fino in fondo dando il meglio di te, ma hai perso la partita, come ti senti?
° Come reagisci quando la partita sta girando a tuo sfavore? E quando entra il campo la sfortuna?
° Cosa succede quando vinci una partita che pensavi di perdere?


L’eccesso di fiducia, la sovrastima, porta ad affrontare qualsiasi match con troppa superiorità, pensando anche di battere avversari decisamente superiori. A lungo andare, questo comporta la possibilità di subire un crollo psicologico. Se hai delle aspettative troppo alte, rischi di dover affrontare parecchie delusioni.
Un buon livello di fiducia porta ad avere atteggiamenti positivi e a reagire di fronte alle difficoltà; ma anche a essere realisti e ad accettare di cambiare strategie pur di raggiungere gli obiettivi. È necessario rispettare l’avversario, anche se sulla carta risulta inferiore, e affrontarlo sempre con la giusta prudenza, ma senza subirlo e senza usare troppa cautela, lasciando andare il braccio e fare il proprio gioco. Dubbi e incertezze possono sopraggiungere in qualsiasi momento, così come capita anche ai campioni, ma non si deve venire travolti nel baratro del pessimismo e si deve trovare la forza di reagire.
La fiducia può essere altalenante, ma non può esserci solo quando le cose vanno bene e sparire quando girano per il verso sbagliato. Durante i match i rendimenti dei giocatori subiscono sempre qualche calo: al primo momento negativo non si deve abbandonare la fiducia di ribaltare il risultato e pensare subito alla doccia. La fiducia in se stessi non deve necessariamente seguire sempre il risultato.
Se tendi sempre a sottovalutarti e credi di non farcela mai, difficilmente potrai ottenere buoni risultati. Se l’umiltà e la prudenza sono necessarie, non devono però essere predominanti in ogni occasione. Non giudicarti troppo severamente tutte le volte che le cose vanno male, perché la sfiducia in te stesso può portati a compiere scelte tattiche difficili o a tentare giocate che non sono alla tua portata. Anche se hai limitazioni tecniche, la determinazione e la tenacia a volte possono compensare: a tennis non sempre vince il migliore in campo. E soprattutto cerca di divertiti e di giocare sciolto: le insicurezze e le tensioni possono sparire se sai apprezzare il piacere di aver giocato al meglio delle tute capacità.

mercoledì 30 ottobre 2013

I direzionali di Wardlaw: quando cambiare la direzione della palla

I direzionali di Wardlaw (Paul Wardlaw è head coach del team femminile all’Università dello Iowa) sono una strategia di gioco che consente di capire quando è il momento migliore per cambiare la direzione della palla. Sono linee guida per i colpi e un’esemplificazione della strategia e della tattica del gioco di gara.
Si rendono particolarmente utili nella risposta al servizio, per i colpi di attacco (approccio), nella voleé e per imparare ad anticipare l’avversario.
La differenza di approccio fra la visione del gioco tradizionale e questa nuova visione è data dalla divisione dei colpi in “outside ground strokes” e “inside ground strokes”.


Se la palla attraversa il corpo e va verso l’esterno si parla di “outside”, ovvero la palla incrocia il giocatore ma va verso l’esterno del suo corpo; viceversa per la palla va verso l’interno del corpo avremo l”inside”: la palla non incrocia ma va verso l’interno del corpo.


Data la maggior naturalezza e inclinazione del corpo e delle gambe gli “inside” sono colpi maggiormente utilizzati per imprimere più incisività e aumento della potenza del tiro.
Per gli “outside”, invece, è raccomandabile rimandare la palla nella stessa direzione di provenienza.
Se si decide di cambiare la direzione della palla rispetto a quella di provenienza, è meglio aspettare il colpo “inside”.

mercoledì 9 ottobre 2013

Le impugnature del rovescio: le prese bimani

Il rovescio a due mani si è diffuso talmente negli ultimi anni che oggi risulta essere il tipo di impugnatura più usata dai giocatori professionisti e dalle donne a qualsiasi livello, perché richiede meno forza nel braccio. Il controllo dei colpi risulta avvantaggiato anche per palle che rimbalzano ad altezze non ottimali.
Poiché la racchetta viene impugnata con entrambe le mani, esistono moltissime varianti di questa impugnatura. Qui illustreremo le due principali, utilizzando per gli esempi le posizioni per i giocatori destri.
Nella prima, la mano destra afferra la racchetta con l’impugnatura continental; mentre la sinistra con una eastern di diritto. In questo caso tutto il tronco entra in gioco nel movimento e aiuta a dare spinta alla palla. L’impatto avviene normalmente all’altezza della spalla anteriore, sopra la linea delle anche. I gomiti sono solitamente piegati e molto aderenti al busto. Le rotazioni in topspin risultano più difficoltose e solo giocatori esperti riescono a sopperire a questa limitazione con il gioco di polsi.


Nella seconda presa, la mano destra afferra la racchetta con un’impugnatura eastern di rovescio; mentre la mano sinistra con una eastern di diritto. Il colpo viene eseguito con le braccia più distese e lontane dal busto, che così entra meno in gioco nella fase della spinta. La palla viene generalmente colpita più davanti al corpo, nella zona all’altezza delle anche, per la posizione della mano destra sulla presa di rovescio. Il polso destro si trova nella posizione migliore per muovere la racchetta dal basso verso l’alto e imprimere quindi le rotazioni di topspin.
Questa seconda presa risulta un poco meno versatile della prima e richiede una maggiore attenzione alla posizione dei piedi nel momento dell’impatto della palla.


martedì 17 settembre 2013

Le impugnature del rovescio: la western

Come per la western di diritto, anche la western di rovescio costituisce un’impugnatura esasperata, a cui si arriva ad alti livelli di gioco. Indicata per giocatori molto preparati tecnicamente che basano il loro gioco sulla rotazione in topspin, che amano lunghi palleggi da fondo campo sulle superfici lente.
Si ottiene facendo combaciare la “V” che si forma fra il pollice e l’indice con lo spigolo dell’ottagono del manico posto tra il lato “left” e lo smusso n. 3.


Vantaggi e svantaggi risultano essere gli stessi della western di diritto: facilità a imprimere rotazioni e a gestire palle che rimbalzano più alte dell’altezza delle anche; difficoltà a utilizzare colpi piatti e sulle palle basse. La posizione esasperata, inoltre, rende difficile il cambio di impugnatura nelle situazioni in cui è richiesto, come nelle discese a rete.

lunedì 26 agosto 2013

Le impugnature del rovescio: la strong-eastern (o semi-western)

Questa impugnatura rappresenta una via di mezzo fra la eastern e la western, quindi consente di imprimere facilmente rotazioni di topspin senza rinunciare alla velocità. Come per la strong-eastern di diritto questa presa ibrida risulta quindi essere molto versatile.
Si ottiene girando l’impugnatura in senso antiorario (per i destri) fino a che la “V” che si forma fra il pollice e l’indice di trova in corrispondenza del lato “left” dell’ottagono del manico.


Più ci si avvicina allo spigolo della eastern, più il colpo in uscita sarà piatto e potente; mentre se ci si avvicina maggiormente allo spigolo della western si potrà più facilmente imprimere rotazione alla palla e ottenere un maggior controllo.
Considerando che le variazioni dei colpi come la rotazione topspin sono usate da giocatori di buon livello tecnico, per i principianti e i giocatori amatoriali è raccomandabile tenere la posizione più verso lo spigolo della eastern.

giovedì 8 agosto 2013

Le impugnature del diritto: la strong eastern

Questo tipo di impugnatura è usato solitamente dai giocatori molto preparati tecnicamente. Essendo una presa che rappresenta una via di mezzo tra l’impugnatura eastern e la semi-western, permette di godere dei vantaggi di entrambe.
Per ottenere questa impugnatura, l’angolo che si forma fra il pollice e l’indice si troverà in corrispondenza della metà dello smusso n. 1.


In senso antiorario (per i destri), si troverà il punto per i colpi piatti di maggior potenza; spostano leggermente la mano in senso orario verso l’angolo della semi-western si otterrà rotazione e controllo.

martedì 16 luglio 2013

Le impugnature del rovescio: la eastern

Come per il diritto, anche la eastern di rovescio rappresenta l’impugnatura più classica. Si ottiene girando la mano (per i giocatori destri) finché la base del dito indice poggia sul lato “top” dell’ottagono del manico. La “V” che si forma tra il pollice e l’indice si troverà in corrispondenza dell’angolo fra lo smusso n. 4 e il lato “left”, ovvero il primo spigolo in senso antiorario dopo quello della continental.


Questa impugnatura è principalmente adatta per i colpi piatti di grande penetrazione e potenza, facilita l’impatto su palline basse, ma rende più difficile colpire palle alte e imprimere rotazioni di topspin. Tuttavia rimane l’impugnatura più diffusa e permette di mantenere una buona stabilità di polso.
Non è indicata per il rovescio in backspin, che si esegue meglio con l’impugnatura continental.
Considerando che la rotazione in topspin e l’effetto in backspin sono varianti dei colpi riservate ai giocatori a livelli elevati, questa impugnatura è utilizzata principalmente nella fase di apprendimento del gioco e dalla maggioranza dei giocatori amatoriali

mercoledì 26 giugno 2013

Le direzioni dei colpi

Diritto, rovescio e servizio possono avere ognuno diverse direzioni. Per il diritto e il rovescio le direzioni sono le stesse, ma invertite in modo simmetrico.

Il colpo lungolinea viaggia parallelo alla linea del corridoio. 



L’incrociato da un angolo interno a uno esterno.



I colpi inside-out, chiamati anche “a sventaglio”, hanno direzioni opposte a quelle naturali. Lo sventaglio di diritto è colpito dalla parte del rovescio  e lo sventaglio di rovescio dalla parte del diritto: entrambi hanno direzioni a uscire, verso l’esterno.



I colpi inside-in, invece, sono colpiti sempre in direzioni contrarie a quelle naturali (il diritto dalla parte del rovescio e il rovescio dalla parte del diritto), ma viaggiano con direzione a rientrare, verso l’angolo interno.



I colpi outside sono il diritto e il rovescio colpiti fuori dal campo. La direzione è quella del lungolinea, ma la palla è colpita nella faccia esterna: questo imprime una direzione a parabola rientrante. La pallina è colpita fuori dall'area di gioco ma cade all'interno dell'area di gioco.



Nel servizio la palla può battere nell’angolo esterno, al centro o nell’angolo interno all’area del servizio.


lunedì 13 maggio 2013

Racchette Wilson Blx 2013

La nuova Wilson Three 117
del 2013, una versione aggiornata
della Stratus Three
Novità in casa Wilson per quanto riguarda le racchette basate sulla tecnologia Blx, che utilizza le fibre di basalto tessendole longitudinalmente con la carofite nera in modo da creare uno dei composti più avanzati nel settore. Il basalto è una roccia vulcanica naturale trasformata durante la lavorazione in fibre di oro sottile che offrono un’incredibile resistenza alle vibrazioni. Per il 2013 sono stati introdotti tre nuovi modelli.
La Wilson Envy 100, che grazie al suo peso leggero è particolarmente adatta  ai giovani talenti in crescita e a quanti vogliono giocare a lungo senza affaticare le articolazioni. Sweetspot ampio e piatto corde tollerante ne fanno una racchetta ideale per giocatori che vogliono potenza e spin.
Il nuovo modello Wilson Four 110 aggiunge alla tecnologia Blx le nuove tecnologie Wilson Hammer e Wilson Double Holes. Wilson Hammer rende la racchetta ancora più maneggevole senza ridurre il peso dell’ovale, ma togliendo peso al manico. In questo modo non viene per nulla sacrificata la potenza. Wilson Double Holes prevede fori più grandi per le corde nei grommets, che in questo modo hanno un movimento di 26° per una maggiore superficie di impatto. La Four 110 risulta così essere un attrezzo con eccellente manovrabilità e stabilità sui colpi veloci, perfetto per giocatori a tutti i livelli.
Infine, il modello Wilson Three 117, che risulta essere la versione aggiornata della Stratus Three, è un vero concentrato di tecnologia. Alla già note Blx e Ampli Feel Tech, vengono aggiunte le nuove tecnologie Wilson Hammer, Wilson Double Holes e la tecnologia Wilson Triad, un sistema di racchetta in tre pezzi dove piatto e impugnatura sono separati con Iso-Zorb per un migliore assorbimento degli urti. Perfetta per giocatori che cercano il giusto equilibrio fra potenza e comfort, spinge in modo ottimo la palla grazie all’ovale generoso senza stancare il braccio.

Wilson Envy 100
Head size: 100"
Peso: 267 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 330 millimetri
Profilo: 22 millimetri
Schema corde: 16x20
Tensione consigliata: 26 +/- 2kg
Corde consigliate: Nxt

Wilson Four 110
Head size: 105"
Peso: 244 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 354 millimetri
Profilo: 25 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 26 +/- 2kg

Wilson Three 117
Head size: 117"
Peso: 263 grammi
Lunghezza: 27.5"
Bilanciamento: 260 millimetri
Profilo: 26 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 27 +/- 2kg

martedì 16 aprile 2013

Tennis, scoliosi ed epicondilite

Sono del docente e ricercatore romano Rodolfo Lisi due interessanti pubblicazioni che riguardano il tennis e le sue peculiarità di sport asimmetrico.
Nel primo, Tennis e scoliosi. Stato dell’arte (Lombardo editore, 2007), Lisi offre una panoramica della produzione scientifica sul tema, con la speranza che nel futuro le indagini epidemiologiche siano condotte con maggiore rigore metodologico, poiché fino a questo momento le scienze mediche non hanno saputo affrontare l’argomento in modo coerente e incisivo.
Il libro è incentrato sugli studi effettuati da Lisi sulla correlazione  tra l’attività sportiva tennistica e la deformazione del rachide.
L’argomento affrontato dal prof. Lisi si basa su un’accurata disamina di tutti gli elementi derivanti dalla biomeccanica vertebrale e dalla storia naturale della scoliosi, con valutazione sul campo delle peculiarità dell’attività muscolare dei giovani soggetti in cura.
Occorrerà aspettare ancora qualche tempo per gustare il libro che riguarda il dilagante problema dell’epicondilite nei giocatori di tennis che è invece ancora in fase di ultimazione.

giovedì 4 aprile 2013

Le racchette dei campioni

I migliori giocatori del mondo utilizzano ognuno una racchetta differente, con caratteristiche e prestazioni del tutto personalizzate. Ecco come si trovano nei negozi e quali invece sono gli accorgimenti e le personalizzazioni usati dai grandi del tennis mondiale.

Novak Djokovic
Marca e modello: Head YouTek IG Speed MP 18x20
Ovale: 100”
Peso: 315 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 310 mm.
Profilo: 20 mm.
Personalizzazioni: mistero sulle abitudini di Nole, che si avvale dello stesso staff di incordatori di Roger Federer e Andy Murray. Il serbo utilizza la stessa incordatura ibrida di Federer, budello naturale e Luxilon Alu Rough (calibro 1,25 o 1,30). Anche la tensione è la stessa: 25/23.

Roger Federer
Marca e modello: Wilson pro Staff Blx Six.One 90
Ovale: 90”
Peso: 339 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 305 mm.
Profilo: 17 mm.
Personalizzazioni: il campione svizzero cambia racchetta a ogni cambio palle (ogni 9 game) e fa preparare un centinaio di telai all’anno che divide in blocchi da dieci, uno per ogni appuntamento importante. Le racchette sono reincordate ogni giorno. Durante i tornei dello Slam, come la maggior parte dei campioni, alterna dieci reincordature per il giorno della partita e cinque per il giorno di riposo e alleamento. Le sue racchette sono praticamente uguali a quelle di serie che possono acquistare tutti i giocatori nei negozi, o al massimo con una differenza ininfluente di 2-3 grammi. Tutte le racchette sono perfettamente identiche. Utilizza il manico n. 3. Come corde utilizza un ibrido: budello naturale Wilson per le verticali e sintetico monofilamento Luxilon Alu Rough. La tensione base è 25 kg per il budello e 23,5 per il Luxilon.

Rafael Nadal
Marca e modello: Babolat AeroPro Drive Gt
Ovale: 100”
Peso: 300 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 320 mm.
Profilo: 23-26-22 mm.
Personalizzazioni: racchetta leggerissima per il campione spagnolo che aggiunge del materiale al manico n. 3 per arrivare ad avere un peso di 318 grammi. Le corde usate sono monofilamento “Pro Hurricane Nadal”, calibro 1,35, simile al monofilamento Babolat Duralast. La tensione che utilizza Rafa è 25 kg. Anche se i telai sono assolutamente identici fra loro, Rafa ne sceglie sempre uno con cui dice di trovarsi meglio e utilizza prevalentemente quello. Dopo un’ora di gioco lo manda a reincordare e lo rivuole quanto prima.

Andy Murray
Marca e modello: Head YouTek IG Radical Pro
Ovale: 98”
Peso: 310 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 320 mm.
Profilo: 21.5 mm.
Personalizzazioni: il giocatore scozzese vuole la sua Head Radical con un aumento considerevole di peso in testa, ad arrivare a ben 357 grammi. Il bilanciamento è a 34 centimetri e il valore di inerzia risulta il più alto del circuito. Anche Andy utilizza un’incordatura ibrida: budello Babolat VS e Luxilon Alu Rough. Tensione: 28 kg circa.

Juan Martin Del Potro
Marca e modello: Wilson Six.One 95
Ovale: 95”
Peso: 332 grammi
Lunghezza: 27”
Bilanciamento: 305 mm.
Profilo: 21.6 mm.
Personalizzazioni: il gigante argentino maneggia una attrezzo che con le corde arriva a pesare 380 grammi circa. Il manico è n. 4. La corda è un monofilamento, il Luxilon Alu Power di 1,25 di calibro. La tensione è di ben 28 chilogrammi circa.


mercoledì 20 marzo 2013

Racchette Wilson Blx Steam 2013

La nuova
Wilson Steam 99,
la racchetta
di Flavia Pennetta
Ecco la linea Wilson amata per la sua potenza e la sua grande versatilità. Basata sulla tecnologia Blx, che utilizza le fibre di basalto (una roccia vulcanica naturale) per una incredibile resistenza alle vibrazioni. Wilson utilizza queste fibre tessendole longitudinalmente con la carofite nera, in questo modo si ottiene uno dei materiali composti più avanzati nel settore. Confermata anche la tecnologia Ampli Feel Tech che garantisce una migliore sensibilità attraverso il grip. Un nuovo polimero in uretano assorbe lo shock da impatto e dona una sensazione di comfort ineguagliabile.
I modelli della linea comprendono la Wilson Steam 96, in cui spinta e rotazioni sono assicurate dalla bilanciatura avanzata e dal manico leggermente più lungo. Il peso ridotto la rende particolarmente idonea ai giocatori juniores di livello avanzato intermedio che decidono di passare a una racchetta per adulti.
La Steam 99, utilizzata da Flavia Pennetta, è un attrezzo che rappresenta il miglior compromesso fra potenza, precisione e controllo. Ideale per i giocatori da fondo che utilizzano le rotazioni spin per controllare il gioco.
Mentre la Steam 99 S è la prima racchetta che fornisce maggiore spin grazie alla nuovissima tecnologia Wilson SpinEffect, un sistema che permette di aggiungere oltre 200 RPM (rotazioni al minuto) sui colpi senza aver bisogno di modificare il proprio swing. Questa incredibile tecnologia viene utilizzata sui telai con schema corde aperti (16x15): le corde principali garantiscono una maggiore deviazione della palla per un snapback massimo (il ritorno della corda alla sua posizione originaria dopo l’impatto con la palla).
Per chi vuole avere garantito anche il controllo dei colpi ecco la Wilson Steam 105, che, con il piatto corde più ampio, permette di colpire con più facilità la palla ma senza rinunciare alla potenza. I suoi 289 grammi di peso ne fanno un attrezzo estremamente maneggevole, anche per i principianti.
Per ultimo il modello Steam 105 S, unisce l'ovale ampio della Steam 105 alla tecnologia Wilson SpinEffect per fornire maggiore spin. In sostanza, rispetto alla Steam 105, viene cambiato lo schema dell’incordatura (16x15). In questo modo, utilizzando meno corde orizzontali rispetto alle verticali si ottiene fino a 3,3 volte più movimento di corda e quindi viene notevolmente aiutata la rotazione del colpi. Lo snapback risulta essere più veloce del 69%.

Wilson Steam 96
Head size: 96"
Peso: 289 grammi
Lunghezza: 27 1/4"
Bilanciamento: 340 millimetri
Profilo: 22 millimetri
Schema corde: 16x20
Tensione consigliata: 25 +/- 2kg
Corde consigliate: Nxt

Wilson Steam 99
Head size: 99"
Peso: 304 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 22/24/22 millimetri
Schema corde: 16x18
Tensione consigliata: 25 +/- 2kg
Corde consigliate: Nxt

Wilson Steam 99 S
Head size: 99"
Peso: 304 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 22/24/22 millimetri
Schema corde: 16x15
Tensione consigliata: 27 +/- 2kg
Corde consigliate: Luxilon 4G

Wilson Steam 105
Head size: 105"
Peso: 289 grammi
Lunghezza: 27.5"
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 24/26/24 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 26 +/- 2kg

Wilson Steam 105 S
Head size: 105"
Peso: 289 grammi
Lunghezza: 27.5"
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 24/26/24 millimetri
Schema corde: 16x15
Tensione consigliata: 26 +/- 2kg

martedì 5 marzo 2013

Racchette Dunlop Biomimetic 2013

Aerodinamicità, resistenza e velocità per la nuova linea Biomimetic della Dunlop, che si presenta del tutto rinnovata nel look per essere più moderna e giovanile.
Confermate le tecnologie Dunlop tra le quali AeroSkin CX, la superficie che riduce la resistenza del 36% e permette quindi maggiore velocità e penetrazione. Il nuovo concetto di superficie si è ispirato alla struttura della pelle degli squali ed è stato progettato in un tunnel di vento.
La tecnologia BioFibre inserisce nel telaio della racchetta le fibre staminali delle piante, che rendono il telaio più leggero del carbonio. Le fibre naturali filtrano le vibrazioni del 18% e garantiscono un colpo più pulito in uscita.
La tecnologia M0 S2 Grommets si ispira  alla resistenza e alle proprietà autolubrificanti della pelle del serpente per realizzare un polimero che aumenta la durata dei grommets del 40% e riduce l’attrito delle corde del 27%.
Gecko-Tac Technology si ispira invece alle zampe del geco, la cui superficie minuscola  gli permette comunque di attaccarsi a testa in giù in qualsiasi situazione. Così il trattamento della superficie offre livelli di grip superiori in qualsiasi circostanza. Gecko-Tac riduce l’umidità e fornisce il 10% in più di grip per un maggiore controllo. Il disegno perforato garantisce fino al 50% di presa in più rispetto alle precedenti tecnologie Dunlop.

Dunlop Biomimetic F 2.0 Tour
Come tutte le Biomimetic F, questa racchetta è particolarmente indicata per giocatori esperti e ben preparati, che cercano velocità e rotazioni, ma esigono precisione e controllo. Questi fattori sono assicurati dalla combinazione di schema corde fitto, profilo stretto e bilanciamento arretrato.
Head size: 95
Peso: 323 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 305
Profilo: 21.5
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic F 3.0 Tour
Racchetta maneggevole ma solida valida per tutte le zone del campo, che garantisce colpi potenti e veloci e un eccellente controllo. Indicata per giocatori di livello intermedio e avanzato.
Head size: 98
Peso: 308 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 310
Profilo: 22
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic F 5.0 Tour
Racchetta per giocatori in cerca di un attrezzo offensivo e potente. La Biomimetic F 5.0 è una racchetta veloce che fornisce potenza e permette di imprimere effetti al colpi senza però rinunciare al controllo e alla stabilità. Indicata per giocatori di livello intermedio e avanzato.
Head size: 100
Peso: 302 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 320
Profilo: 22/25/25
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic F 100 Classic
Piatto corde ridotto, profilo basso e bilanciamento arretrato fanno di questa racchetta un mix perfetto fra velocità e precisione, ideale per quei tennisti che sanno generare potenza con braccia e corpo.
Head size: 90
Peso: 315 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 310
Profilo: 19
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic F 300 Tour Classic
Schema corde fitto e profilo basso provocano un impatto secco sulla palla generando un colpo molto controllato. Racchetta ideale per giocatori a livello avanzato.
Head size: 97
Peso: 305 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 310
Profilo: 20
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 23 kg.

Dunlop Biomimetic M 2.0
La nuova serie M è stata ideata per giocatori con uno stile moderato che cercano controllo e maggiore potenza, spin e maneggevolezza. La M 2.0 è ideale per giocatori a tutto campo con colpi piatti e in topspin. La combinazione di peso, struttura del telaio e bilanciamento arretrato permette colpi veloci senza rinunciare alla manovrabilità. Il controllo è assicurato dalla dimensione dell’ovale e dal profilo sottile.
Head size: 95
Peso: 313 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 315
Profilo: 21.5
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic M 3.0
Versione aggiornata della Dunlop Biomimetic 300 che rispetto al modello precedente offre più potenza ed efficienza aerodinamica. Ideale per giocatori in cerca di un mix perfetto fra potenza e controllo in una racchetta facilmente manovrabile. Forma del telaio completamente rinnovata con la testa più tonda per allargare lo sweetspot.
Head size: 98
Peso: 298 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 320
Profilo: 22
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic M 5.0
Versione aggiornata della Dunlop Biomimetic 500 che rispetto al modello precedente offre uno sweetspot più allargato grazie al nuovo disegno del telaio. Offre inoltre maggiore potenza e velocità. Ideale per giocatori alla ricerca di controllo con aggiunta di potenza, spin e maneggevolezza.
Head size: 100
Peso: 277 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 330
Profilo: 22/25/25
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic M 6.0
Racchetta per giocatori a tutti i livelli con stile moderato. Il piatto corde è leggermente più grande per offrire potenza senza sacrificare il controllo.
Head size: 102
Peso: 283 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 325
Profilo: 22/25/25
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic M 200 Classic
Adatta a giocatori con swing medio-moderato che ricercano controllo e potenza, spin e manovrabilità.
Head size: 95
Peso: 322 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 310
Profilo: 20
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic M 300 Classic
Adatta a giocatori con swing medio-moderato, la M 300 Classic rappresenta un mix perfetto fra sensibilità, leggerezza e potenza.
Head size: 95
Peso: 290 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 320
Profilo: 21
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic M 500 Classic
Ideata per giocatori di livello intermedio-avanzato che cercano potenza ed effetto, caratteristiche assicurate dal telaio e allo schema corde aperto.
Head size: 100
Peso: 227 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 330
Profilo: 23/25/23.5
Schema corde: 16x18
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic S 3.0 Lite
La serie S è stata realizzata per giocatori con stile corto e lento che cercano poco peso e piatti corde più ampi. Offre maggior potenza e aerodinamicità rispetto alla precedente versione 300 e la forma del telaio è stata resa più tonda per offrire maggiore sweetspot. Peso basso e bilanciamento in testa la rendono maneggevole e veloce, ideale per giocatori con poca forza nelle braccia.
Head size: 98
Peso: 265 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 340
Profilo: 22
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic S 5.0 Lite
Ecco la.racchetta più leggera della linea Biomimetic S, particolarmente adatta per principianti e junior di livello avanzato. Il mix di peso leggero e bilanciamento in testa rendono l’attrezzo molto maneggevole e permette di generare colpi profondi e con rotazioni di topspin. La forma rinnovata del telaio, più tonda in testa, offre uno sweetspot più ampio.
Head size: 100
Peso: 242 grammi
Lunghezza: 27
Bilanciamento: 350
Profilo: 22/25/25
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic S 6.0 Lite
Versione aggiornata del precedente modello 600 che offre più aerodinamicità e sweetspot più ampio grazie alla forma più arrotondata del telaio. L’ampio piatto corde, la lunghezza maggiore e il peso permettono di non affaticare il braccio e di avere una manovrabilità straordinaria. La racchetta consente colpi profondi anche senza aperture ampie. Minime le vibrazioni al momento dell’impatto. Ideale per il pubblico femminile o per giocatori con poca forza nelle braccia.
Head size: 105
Peso: 275 grammi
Lunghezza: 27 1/4
Bilanciamento: 335
Profilo: 24/26/24
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

Dunlop Biomimetic S 8.0 Lite
Progettata per offrire potenza elevata in contemporanea a un ottima manovrabilità. La Biomimetic S 8.0 è la racchetta oversize più leggera, con soli 254 grammi. La misura del piatto e la lunghezza maggiore assicurano velocità e potenza di palla. Lo schema corde aperto è ideale per imprimere rotazioni e avere colpi potenti.
Head size: 115
Peso: 254 grammi
Lunghezza: 27.5
Bilanciamento: 362
Profilo: 26/30/28
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 23-28 kg.

martedì 19 febbraio 2013

Racchette Babolat AeroPro 2013

Per chi ama il gioco potente da fondo campo con colpi carichi di spin, ecco la linea AeroPro della Babolat. La Babolat AeroPro è la racchetta che utilizza la tecnologia Gt, basata su un nuovo materiale costituito da fibre di graffite intrecciate a filamenti di tungsteno. Questa combinazione di elementi è stata inserita nei punti a ore 6 e a ore 9 per garantire una maggior resistenza del telaio limitandone la torsione. Il risultato è un controllo totale dei colpi. Confermata anche quest'anno la tecnologia Woofer, un brevetto esclusivo di Babolat che rende interattivi telaio e corde al momento dell’impatto sulla palla, aumentando il tempo di contatto del 25% per un maggiore controllo e un comfort elevato. L’Aero modular technology sfrutta la aerodinamicità del telaio per ottimizzare la penetrazione in aria e aumentare la potenza dei colpi e garantire gesti più rapidi.
Novità di quest’anno è il sistema  Cortex Active Technology, che insieme al manico costruito in monoscocca costituisce una barriera ancora più efficace contro le vibrazioni nocive.
Il modello AeroPro Drive GT, punta di diamante della linea AeroPro, è la racchetta che utilizzerà nel 2013 il campione Rafael Nadal. A livello grafico sono state inserite alcune sfumature di bianco per una migliore luminosità del telaio. Ovale da 100 pollici e schema incordatura 16x9 assicurano l’uscita rapida della palla come piace ai picchiatori da fondo che amano le rotazioni.
Il modello Gt Plus, più lungo di 0,5 pollici (1,5 centimetri), aumenta ulteriormente la potenza dei colpi, ma rende l’attrezzo un poco meno maneggevole. La AeroPro Lite, invece, è il modello più leggero fra tutte le AeroPro, ideale per le tenniste donne o i giovanissimi in fase di crescita. Grande maneggevolezza e stabilità al momento dell’impatto, pur mantenendo un’ottima spinta da fondo e il controllo totale dei colpi spin. Potenza, maneggevolezza e controllo caratterizzano anche il modello Team, consigliato soprattutto per i tennisti che amano il gioco potente ma non desiderano compromettere le articolazioni giocando svariate ore al giorno, come i talenti in crescita.

Babolat AeroPro Drive Gt           
Head size: 100’’
Peso: 300 grammi
Lunghezza: 27’’
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 23-26-22 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 25-28 kg.
Corde consigliate: Babolat Rpm Blast

Babolat AeroProDrive Gt Plus
Head size: 100’
Peso: 300 grammi
Lunghezza: 27.5’’
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 23-26-22 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 25-28 kg.
Corde consigliate: Babolat Rpm Blast

Babolat AeroPro Lite Gt
Head size: 100’’
Peso: 260 grammi
Lunghezza: 27’’
Bilanciamento: 340 millimetri
Profilo: 23-26-22 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 25-28 kg.
Corde consigliate: Babolat Rpm Blast

Babolat AeroPro Team Gt
Head size: 100’’
Peso: 280 grammi
Lunghezza: 27’’
Bilanciamento: 330 millimetri
Profilo: 23-26-22 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 25-28 kg.
Corde consigliate: Babolat Rpm Blast