lunedì 30 dicembre 2013

Ct Firenze: qui, nel 1910, veniva fondata la Fit

La Federazione italiana tennis (Fit) viene fondata a Firenze il 18 maggio del 1910, un poco più in ritardo rispetto alle federazioni di altri sport se si pensa che, per esempio, la fondazione della federazione di ginnastica risale al 1869 e quella di vela a dieci anni più tardi, nel 1879. E un poco più in ritardo anche rispetto alle confratelle europee: la fondazione della federazione in Gran Bretagna risale al 1888.
L’iniziativa che darà origine all’organismo associativo del gioco del tennis italiano parte da un circolo storico di Firenze, il Lawn tennis club, l’attuale Circolo tennis Firenze.
Lo stemma del Ct Firenze
Questo elegante circolo frequentato allora dall’aristocrazia fiorentina, era nato 12 anni prima per volere della colonia inglese che abitava nel capoluogo toscano, e che chiese in affitto al Comune un’area nel Parco delle Cascine.
A valutare l’opportunità  di costituire intorno al circolo un organismo nazionale, Giovanni Cosimo Cini e il marchese Pietro Antinori, rispettivamente presidente e vicepresidente del T.C. Lawn.
I nomi dei delegati dei circoli che parteciparono alla storica fondazione furono noti soltanto dopo il ritrovamento di un importante documento scoperto da Alessandro Dalgas, uno degli autori di un volume dedicato ai 100 anni del club fiorentino.
In questo documento appare l’elenco dei prestigiosi circoli cui si può attribuire oggi il titolo di “club fondatore della Fit”, insieme ai nomi dei delegati che li rappresentavano.

L’elenco dei delegati che hanno costituito la Fit
  • Giuliano Caccia, giocatore fiorentino, consigliere e segretario del Ct Firenze, in rappresentanza del Lawn tennis club;
  • Alberto Suzzi, milanese, campione italiano nel 1912 e 1913, in rappresentanza del Tennis club Milano (poi Tc Milano Bonacossa), della città di Varese e della Società di lawn tennis Premeno (NO);
  • Gilberto Porro Lambertenghi, di Chiari (BS);
  • Borelli del Lawn tennis club Stadium di Torino;
  • Emilio Bocciardo, della Società di lawn tennis Genova, poi Tc Genova;
  • P. Settimani, in rappresentanza della città di Livorno;
  • l’avvocato A. Pacini di Pisa;
  • Menez, rappresentante del Lawn tennis club Paioli, poi Tc Paioli Roma e, dal 1980, Circolo lawn tennis Roma;
  • Carlo Marulli, duca di San Cesario, del Lawn tennis club Napoli, poi Tc Napoli;
  • Giuseppe Lanza D’Ajeta di Palermo.

lunedì 9 dicembre 2013

Le scuse più “gettonate” per chi perde il match

Pazienza e umiltà sono componenti fondamentali per diventare un buon giocatore di tennis, ed eventualmente un campione. L’umiltà sembra essere direttamente proporzionale al livello di gioco: più un giocatore è bravo, maggiore sarà il suo grado di umiltà.
Con più si scende di livello, maggiormente il tennista non riconosce la sua sconfitta. È una forma di autodifesa per il proprio orgoglio data dalla mancanza di umiltà.
A livello di gioco amatoriale o agonistico a bassi livelli, il giocatore che perde il match difficilmente potrà riconoscere la causa della sconfitta nella maggior bravura dell’avversario.
Così, in giro per i campi dei circoli, si sente molto raramente la frase: “Ho perso perché l’avversario era più bravo di me”.
Lavorando tutto il giorno in un circolo di tennis (come i maestri e gli allenatori) si possono raccogliere facilmente i commenti del “dopo-partita” dei soci o dei giocatori iscritti ai tornei.
Ecco una classifica molto particolare, ovvero le scuse più frequenti che adducono i giocatori dopo una sconfitta.
1) Ho mangiato troppo a pranzo
2) Oggi non ho mangiato abbastanza
3) L’avversario era classificato
4) L’avversario era così scarso che mi ha mandato fuori palla
5) Come si fa a giocare su un campo così rovinato?
6) L’avversario è un pallettaro, questo non è giocare a tennis
7) Il giudice arbitro mi ha posizionato male nel tabellone
8) L'avversario ha preso cento righe e mille nastri
9) Ho rotto le corde della racchetta preferita
10) Le palle erano troppo pesanti
11) La rete era troppo alta
12) Queste corde non tirano
13) Da quando ho avuto quell’infortunio non riesco più a giocare bene
14) Oggi non c’ero proprio con la testa
15) Mi sono accorto solo all’ultimo game che l’avversario era mancino