martedì 2 dicembre 2014

Tennis: i colpi, le variazioni e gli effetti

Non solo dritto e rovescio, ma sliceback, spin… Il dizionario del tennis si è arricchito negli ultimi anni di una serie lunghissima di termini per indicare le varianti dei colpi giocati. Ecco una breve guida per orientarsi nel labirinto della nuova terminologia.

I fondamentali
Nel mondo del tennis, la varietà di colpi che è possibile eseguire viene classificata con una prima generale suddivisione chiamata “fondamentali”: il diritto (forehand), il rovescio (backhand), il servizio (o battuta) e la volée (colpo al volo). 
Il diritto (o dritto) viene eseguito quando la palla è colpita alla destra del giocatore (o alla sinistra, nel caso dei mancini); il rovescio quando la palla è colpita alla sinistra del giocatore (a destra per i mancini); il servizio viene eseguito dal giocatore fermo  oltre la linea di fondo che lancia la palla in alto con la mano libera e la colpisce con la racchetta in modo da indirizzarla nel quadrato del servizio del campo avversario; la volée si effettua colpendo la palla al volo prima del rimbalzo sul campo e normalmente si esegue in prossimità della rete divisoria. La volée esiste nelle varianti di diritto e di rovescio.

Gli altri colpi
Ai fondamentali vanno aggiunti poi i colpi particolari:
demivolée (oppure demivolo o controbalzo): colpo eseguito appena la palla sale dopo il rimbalzo sul terreno di gioco;
smash (o schiacciata): colpo simile al servizio che si esegue prima o dopo il rimbalzo su una palla alta e che carica la pallina di una notevole energia;
passante: colpo che sfila a destra o a sinistra dell’avversario posizionato a rete, in modo che questi non arrivi a colpire la palla;
pallonetto (o lob): palla giocata o prima o dopo il rimbalzo per scavalcare l’avversario a rete. Consiste in una palla molto alta che cade dietro l’avversario;
smorzata (oppure palla corta o drop-shot): giocata prima o dopo il rimbalzo consiste in una palla corta che cade appena dopo la rete divisoria del campo. Può essere eseguita sia di diritto sia di rovescio;
veronica (o backhand smash): colpo spettacolare che consiste in una schiacciata al volo rivolgendo la schiena verso la rete.
A tutti i tipi di colpo vengono poi aggiunte le varianti che indicano la direzione presa dalla palla e i vari tipi di effetti che si possono imprimere, ovvero le rotazioni.
A seconda della direzione che assume la traiettoria della palla, i colpi vengono distinti principalmente in colpi incrociati e colpi lungoriga (o lungolinea). Il colpo incrociato finisce sulla diagonale opposta al punto di partenza. Viceversa, il lungolinea, seguendo la traiettoria delle linee del campo, sfilerà in linea retta dalla stessa parte da cui proviene.
Grazie alle nuove tecnologie delle racchette e ai progressi nella preparazione atletica dei giocatori, oggi è frequente l’utilizzo dei cosiddetti “colpi anomali”, soprattutto di diritto, cioè i colpi aperti che hanno una traiettoria “a uscire”. Per eseguire il diritto anomalo è necessario aggirare la palla che ha battuto a sinistra (dalla parte del rovescio) per colpirla di diritto cercando il lungolinea. Meno frequente e più di più difficile esecuzione è il rovescio anomalo: nel tal caso su una palla centrale o leggermente a destra il giocatore si sposterà per colpirla di rovescio per mandarla però alla sua sinistra. Esistono poi i colpi stretti (o diagonali strette), dove la palla, anziché finire profonda in fondo al campo dell’avversario, cade nell’area vicino alla rete (l’area del servizio) con una traiettoria a uscire. Molto spettacolare, anche se giocato in una situazione di grande difficoltà, è il gran Willy o tweener, ovvero il colpo eseguito mettendo la racchetta in mezzo alle gambe. Si esegue sia in posizione frontale sia con le spalle rivolte alla rete ed è utilizzato in situazioni disperate, solitamente quando si rincorre all’indietro un lob e non si ha tempo di girarsi frontalmente prima di colpire. Unico giocatore al mondo che ha eseguito questo colpo trovando un passante vincente è stato Roger Federer.

Gli effetti
Gli effetti o variazioni sui colpi i principali sono il topspin (o palla liftata o arrotata) e il backspin. Per imprimere un effetto di topspin la palla viene colpita dal basso verso l’alto, cioè la racchetta “sfrega” la pallina per parte della sua superficie con un rapido movimento del polso. L’effetto che se ne ottiene è quello di dare una rotazione alla palla che viaggia girando su se stessa nella direzione del colpo. Viene così a crearsi un attrito nella parte superiore della palla (nel senso della traiettoria) e un’accelerazione nella parte inferiore (nel senso opposto alla traiettoria). La pressione spinge la palla verso il terreno di gioco con una traiettoria parabolica: al momento dell’impatto l’angolo del rimbalzo risulta inferiore a quello di incidenza. Il topspin genera rotazioni di qualche migliaio di giri al minuto: controllare una tale palla è estremamente difficoltoso per l’avversario. Durante la permanenza in aria, la velocità del topspin è minore rispetto a un colpo piatto (che ha una maggiore penetrazione) a causa del maggiore attrito: la palla viene come “frenata” dall’effetto rotatorio, la sua traiettoria sarà molto più alta ma più corta. Ma dopo il rimbalzo la palla rimbalzerà molto più alta e lunga rispetto a un colpo privo di rotazione. L’effetto del topspin si può applicare anche al lob: il pallonetto liftato, se eseguito correttamente, costituisce quasi sempre un colpo vincente, poiché sarà difficile per l’avversario poter eseguire uno smash.  Il primo giocatore del passato a fare largo uso della rotazione in top fu Björn Borg; attualmente il giocatore che esaspera questo tipo di movimento è lo spagnolo Rafael Nadal.
Diversamente, il colpo in backspin (oppure slice o underspin) è effettuato con un movimento che “taglia” la palla imprimendo una rotazione dall’alto verso il basso che fa ruotare la pallina all’indietro sul proprio asse. L’effetto è un allungamento della traiettoria che consente di rallentare il colpo e ottenere un rimbalzo basso. Il back è usato principalmente nel rovescio, ed è un tipo di colpo che appartiene al repertorio classico del tennis. Nel tennis del giorno d’oggi, dove viene privilegiata l’esecuzione del rovescio a due mani per favorire un forte pressing basato sulla potenza e sulla profondità, solo pochi giocatori hanno impostato il proprio gioco includendo il rovescio col taglio sotto, usato soprattutto come colpo di attacco per prendere possesso della rete. Uno fra questi è lo svizzero Roger Federer, che ha fatto del rovescio in back il suo punto di forza.
Nel servizio si possono applicare gli effetti di topspin (lanciando la palla un poco più dietro e imprimendo una rotazione in avanti) e di slice, dove la palla viene lanciata più esternamente e le viene impressa una rotazione verso l’esterno. Una soluzione che rappresenta una via di mezzo fra le precedenti viene chiamata kick. Nel servizio vengono anche usati effetti sidespin, molto difficili, ovvero effetti laterali che si vedono soprattutto nei servizi con traiettoria a uscire. L’effetto sidespin nel rovescio si esegue con uno sfregamento della palla dal basso verso l’alto-destra (per un destro) creando così una spazzolata laterale: l’effetto sarà quello che la palla, una volta rimbalzata sul terreno, salterà spostandosi decisamente verso sinistra. L’azione che prevede l’esecuzione di un colpo con rotazione durante l’avanzamento verso la rete è chiamata chip & charge.

Il rovescio in top di Roger Federer



Il rovescio in back di Andy Murray


Il dritto in top di Rafael Nadal

lunedì 17 novembre 2014

Il gioco del doppio, il più praticato nei circoli

A livello amatoriale il tennis più amato è senz’altro il gioco del doppio: meno fatica, più compagnia, più risate e più prese in giro.
Singolare e doppio sono due tipi di giochi decisamente diversi, al punto che i campioni mondiali di doppio, spesso, sono specializzati in quella categoria e alle competizioni di singolare non si iscrivono neppure.
D’altro canto, i campioni di singolare che tanto ammiriamo, in doppio non fanno certo la stessa figura. Figuriamoci poi se si tratta di doppio misto… tutto un altro mondo.

I fratelli Bob e Mike Bryan, campioni mondiali di doppio
Anche nei doppi amatoriali giocati nei circoli, le infinite discussioni che si generano a fine partita, se è vero che rappresentano il “sale” della vita da circolo, ben lunga la dicono sulle infinite variabili che entrano in campo in questa specialità: fattori tecnici e psicologici che complicano non poco  il risultato finale.

Scegliere il compagno
Il primo fattore da tenere in considerazione è la complementarietà del gioco col nostro compagno. Per vincere un doppio non è sufficiente cercare il giocatore più bravo del circolo, e nemmeno il doppista più bravo: rende molto di più una coppia ben affiatata, con un gioco complementare che due doppisti bravissimi con un gioco che poco si amalgama.
Nel scegliere il compagno un fattore importante è la valutazione del gioco a rete, elemento su cui si basa il gioco del doppio: difficilmente si potranno vincere doppi se entrambi i giocatori sono fortissimi da fondo campo ma scendono a rete solo a fine partita per stringere la mano agli avversari. Un giocatore di potenza, con un gran servizio e grandi botte da fondo, ma poco agile e lento nel seguire le palle a rete, dovrà fare affidamento su un giocatore leggero e scattante con buoni riflessi che possa chiudere facilmente i punti stando avanti.

Reattività a rete
Reattività e riflessi sono caratteristiche importanti nel doppio, dove gli scambi sono super-veloci e la palla torna sempre molto rapida: se si sta sotto rete è più importante avere riflessi pronti che essere alti. Ecco perché tanti calciatori, che a mala pena sanno tirare un dritto da fondo, se fatti giocare attaccati alla rete, riescono spesso a intervenire come veri felini per chiudere il punto.

Fare gioco per il compagno
Per aiutare il compagno che gioca a rete è necessario essere dotati di un buon servizio e di colpi profondi; di contro il rischio è quello di esporre il proprio partner a ricevere “pallate” in pieno corpo. A differenza del singolare, nel doppio il servizio non deve offrire angolazioni ai ribattitori e le risposte vanno tenute basse e in diagonale, per evitare il più possibile l’intervento dell’avversario posizionato a rete.
I punti conquistati a rete, ovvero le volée e gli smash, sono infatti i colpi con cui si portano a casa più risultati durante il gioco del doppio. Da fondo campo è praticamente impossibile trovare un colpo vincente, visto che dall’atra parte  il campo è coperto da due persone.
Anche se il doppio rimane comunque un gioco di geometrie spesso obbligate, in determinate situazioni si può puntare sul fattore sorpresa, in modo da non dare troppi riferimenti agli avversari.
Se si risponde sempre in diagonale e non si rischia mai il passante lungolinea, l’avversario a rete dopo qualche game entrerà o occhi chiusi sulla nostra risposta per chiudere il punto.

I fattori mentali
Per quanto riguarda invece i fattori mentali, il gioco del doppio è un’arma a doppio taglio: le personalità troppo sensibili che soffrono nel gioco “uno contro l’altro” possono sicuramente trovarsi meglio in doppio. Questo succede in particolar modo alle donne, incapaci spesso di reggere la tensione emotiva dello scontro diretto: nel doppio le tensioni e le responsabilità si allentano perché vengono condivise. Di contro, però, possono subentrare fattori quali lo scontro di personalità entrambe forti e predisposte alla leadership, oppure sensi di colpa e di inadeguatezza nei confronti del compagno, visto che è cosa assolutamente normale nella partita domenicale trovare il classico compagno che ti rimprovera per tutto: per la posizione sbagliata, perché hai preso una palla centrale che invece dovevi lasciare a lui, perché hai voluto strafare…
È proprio l’atteggiamento nei confronti del compagno la cosa forse più difficile del gioco del doppio e sicuramente il primo degli errori che si commettono. Altro errore frequente sono i secondi preziosi che perdono i giocatori a rete quando si voltano a vedere quello che fa il compagno alle loro spalle… a parte indicare la poca fiducia si rischia di non vedere quello che fanno gli avversari!

venerdì 10 ottobre 2014

Tennis: il decalogo per ridurre gli errori

Il tennis è un gioco di errori: ad ogni livello di gioco l’85% dei punti sono persi per un errore e solo il 15% è costituito da punti vincenti. Il segreto per vincere a tennis è quindi mettere l’avversario in difficoltà e forzarlo a eseguire un colpo rischioso. Gli errori sono generalmente dovuti a una scelta sbagliata del colpo o a una tecnica non corretta. Se si riesce a ridurre la percentuale di errori e costringere l’avversario ad aumentarla le possibilità di vittoria aumentano. Ecco un sistema di allenamento messo a punto dalla Usta (United States Tennis Association, e basato su alcuni principi di strategia testati per molto tempo, finalizzato a ridurre la percentuale di errori.
Le chiavi per ridurre la percentuale di errori sono:
1) elevare il colpo da 20 a 50 centimetri sopra la rete al fine di assicurare una buona profondità di palla;
2) tenere la palla ben dentro le righe (1,5 metri) per avere maggior margine di sicurezza;
3) se si è costretti a giocare colpi in difesa da fuori campo, tirarli lunghi, alti e lenti in diagonale, per poter aere il tempo di rientrare in campo il più possibile;
4) all’inizio del game tirare colpi in diagonale o centrali ma profondi;
5) per avere colpi solidi è fondamentale il gioco di gambe verso la palla. È preferibile colpire la palla nella propria zona d’urto, attorno alle anche, con un buon equilibrio al momento dell’impatto;
6) è generalmente più sicuro rimandare la palla nella stessa direzione da cui è venuta, piuttosto che cambiare l’angolo. La direzione della palla dovrebbe essere cambiata solo se si è in grado di controllarla e se si è in buona posizione per attaccare.
Tra quanti in Italia hanno basato il loro sistema di allenamento secondo questi principi c’è Aldo Mei, pluririnomato maestro federale di tennis. Il maestro Mei ha aggiunto ai principi sopra elencato un “decalogo” personale che elenca “Le dieci maniere più veloci di perdere”:
1) cerare colpi vincenti da dietro la riga di fondo;
2) cercare di finire lo smash da dietro la linea del servizio;
3) muoversi a caso su palle alte al volo;
4) colpire la prima palla di servizio con la stessa velocità per tutto il match;
5) mettere in rete colpi eseguiti da fondo campo;
6) cambiare un piano di gioco con cui si sta vincendo;
7) avere un solo piano da utilizzare per l’intero match;
8) cercare di eseguire smorzate da dietro la riga di fondo;
9) insistere nel giocare come piace invece di giocare per vincere;
10) utilizzare un piano di gioco o tattiche che non sono proprie.

sabato 13 settembre 2014

Quando cercare il punto vincente

Gioco aggressivo o difensivo? Cercare il punto vincente o non rischiare? Un team di esperti ha elaborato uno schema basato sul principio che la scelta del colpo, in linea generale, dipende dalla situazione del punteggio. La linea di condotta comune che si può adottare è che sui punti da destra è meglio tenere (ovvero cercare di non sbagliare cercando il colpo risolutivo); mentre sui punti giocati da sinistra occorre valutare la situazione.
In percentuale risulterà che il gioco difensivo si adotta otto volte su dieci e, di conseguenza, il rischio del colpo risolutivo andrà cercato due volte su dieci.
Lo schema individua sei tipi di situazioni di punteggio e per ognuna suggerisce il tipo di comportamento da adottare (ovvero tenere o rischiare):
1) inizio gioco (015/, 15/0): tenere;
2) punteggio in parità (15/15, 30/30, 40/40): tenere
3) situazioni in svantaggio di poco (15/30, 30/40, advantage): tenere
4) game compromesso (0/30, 0/40, 15/40): rischiare
5) situazione di vantaggio (40/0, 30/0): rischiare di 2 punti - (40/15): rischiare di 1 punto
6) in vantaggio di un 15 (30/15), 40/30, advantage): rischiare se si ha una palla facile; tenere se si deve giocare una palla difficile.
Il tutto tenendo presente che la vittoria dipende dalla velocità di pensare velocemente.

mercoledì 20 agosto 2014

Bravo o campione? La differenza è il fattore mentale

Don Klotz, laureato in storia antica, filologia e fisica, nonché allenatore della squadra universitaria di tennis dello Iowa, è considerato attualmente uno dei geni di questo sport. In un famosissimo libro, “Take is simple”, Klotz ha definito i 5 limiti del colpo:
1) failure to concentrate (ovvero il calo di concentrazione);
2) late prepatation (ritardo nella preparazione del colpo);
3) to match power for you (troppo potenza, ma senza controllo);
4) over playing (giocare oltre il proprio standard, strafare);
5) fear (paura).
Secondo il guru dei coach e allenatori italiani, il maestro Aldo Mei, tutti e cinque i punti indicati da Klotz come limiti sono legati fra di loro. In termini di tennis agonistico, infatti, se si presenta un calo di concentrazione ne consegue una tardiva preparazione del colpo, a cui si cercherà di compensare aumentando la potenza e i fattori di rischio. L’effetto è l’aumento degli errori, quindi lo svantaggio nel punteggio che genera paura.
Il maestro Mei sottolinea un fatto importante: dei cinque punti evidenziati dal Dr. Klotz, uno solo è un limite tecnico (il ritardo nella preparazione), gli altri sono fattori mentali. Ne deriva che il tennis, a livello agonistico e professionistico, è principalmente uno sport in cui è il fattore psicologico a giocare il ruolo maggiore. La preparazione fisico-atletica e la tecnica appartiene a tutti i professionisti: a fare la vera differenza fra un buon giocatore e i primi giocatori del mondo è il fattore mentale.

mercoledì 30 luglio 2014

Racchette da tennis: le misure dei manici

La prima regola per avere un’impugnatura corretta è che il manico della racchetta sia della misura giusta per la vostra mano. Le misure dei manici delle racchette sono in genere divise in cinque taglie: Europa L0 (4 anglosassone), normalmente usata a livello junior; Europa L1 (4 1/8 anglosassone), solitamente impugnata dalle donne (raramente) e dai tennisti junior (nelle racchette da adulti va ordinato espressamente perché è poco usato); Europa L2 (4 1/4 anglosassone), misura solitamente usata dalle donne e dai ragazzi; Europa L3 (4 3/8 anglosassone), è la misura più usata e adatta a un gran numero di giocatori, sia uomini, sia donne, sia ragazzi; Europa L4 (4 1/2 anglosassone), usate principalmente dagli uomini.
Al di là delle indicazioni, esistono dei metodi utili a comprendere se la misura del manico è adatta alla misura della mano:
- impugnare la racchetta con l’impugnatura di diritto e verificare lo spazio rimanente tra le estremità delle dita e il palmo della mano: questo spazio deve corrispondere al dito indice dell’altra mano.



- misurare la distanza tra la riga mediana del palmo e la parte finale del dito medio. I centimetri misurati corrispondono alla parte di circonferenza del manico che riuscirà a coprire la mano. Comparate i centimetri misurati con queste corrispondenze di manico: da 4 a 6 centimetri: manico 0; da 5 a 7 centimetri: manico 1; da 6 a 8 centimetri: manico 2; da 7 a 9 centimetri: manico 3; da 8 a 10 centimetri: manico 4; da 9 a 11 centimetri: manico 5.


Se siete a metà fra due misure è meglio scegliere la più piccola. Ridurre il manico della racchetta è quasi sempre impossibile e correte il rischio di doverne acquistare una nuova. Al contrario, per aumentare leggermente la misura del manico si può ricorrere a un grip supplementare.
Misure di manici non adatte possono causare problemi all’articolazione del gomito (epicondilite e epitrocleite), perché se il manico è troppo piccolo può causare problemi di instabilità del piatto corde e se è troppo grande si dovrà tenere troppo sotto sforzo la muscolatura del braccio per riuscire a mantenere salda la racchetta in mano.

venerdì 27 giugno 2014

Tennis ed epicondilite, tutto quello che serve sapere

È finalmente uscito l'atteso libro del docente e ricercatore romano Rodolfo Lisi, Tennis ed epicondilite (Lombardo editore 2014), che segue al primo lavoro, Tennis e scoliosi. Stato dell’arte (Lombardo editore, 2007).
In questo volume Lisi affronta il problema dolente di ogni tennista: epicondilite ed epitrocleite, una patologia infiammatoria dell'articolazione del gomito che affligge tanti giocatori di tennis da meritare il soprannome di "gomito del tennista".
Come si legge nella quarta di copertina, il responsabile medico Atp Wta Internazionali Bnl d'Italia, Dott. Giovanni Di Giacomo, sottoliena un dato statistico interessante emerso nell'ultimo convegno mondiale Atp (13/14 dicembre 2013): l'epicondilite è più frequente nei giocatori a livello amatoriale, mentre l'epitrocleite nei professionisti. Il fatto deriverebbe da un movimento specifico del servizio. 
I giocatori professionisti, per aumentare il trasferimento di energia nell'ambito della catena cinetica, intraruotano il braccio nella fase finale della battuta e allo stesso tempo sovraccaricano il compartimento mediale del gomito (tendini epitrocleari).
I dilettanti, che hanno un gesto tecnico meno corretto e una preparazione fisica spesso insufficiente sono vittime degli stess che si scaricano sui tendini epicondiloidei.
Su questa premessa si articola il lavoro di Roberto Lisi, che arricchisce di conoscenza il mondo del tennis e di altri sport in cui si verifica il problema.
Il libro, che consta di ben 216 pagine, è stato patrocinato dall’Amti (Associazione medici tennisti italiani).
Dalla prefazione di Grippi (specialista in chirurgia del polso e della mano): "[...] Devo ammettere che Lisi mi ha contagiato del suo entusiasmo: non sono per questo diventato un tennista ma la lettura del libro mi ha permesso di approfondire taluni aspetti e la mia attività professionale, sicuramente, ne beneficerà."
Dalla lettera-patrocinio di Sciacca (Presidente dell’Amti): "[...] Nella sua pregevole monografia, Lisi ci guida attraverso un’accurata analisi dell’epicondilite (e delle altre tendinopatie del gomito), correlandola ai diversi sport, quali il tennis, il baseball e il golf, senza mai tralasciare le altre possibili cause d’insorgenza di dette patologie."
Il libro è articolato in varie sezioni:
  • inquadramento generale, diagnosi e trattamento dell'epicondilite;
  • tennis e baseball: analogie e differenze;
  • tennis ed epicondilite: servizio, rovescio, diritto;
  • l'attrezzatura nel tennis;
  • trattamento riabilitativo dell'epicondilite.
Seguono 20 appendici che affrontano i problemi tecnici legati alle attrezzature di tennis, baseball e golf.

Rodolfo Lisi
Tennis ed epicondilite
Pagine: 216

Euro 20,00
Info e ordini: infolombardo@lombardoeditore.it 

venerdì 16 maggio 2014

Racchette Head YouTek Graphene Prestige 2014

Head ripresenta per il 2014 la già conosciuta linea Graphene, un sistema rivoluzionario per garantisce il mix perfetto fra manovrabilità e controllo. Il Graphene, infatti, è il materiale più forte e leggero al mondo. Viene introdotto nella struttura del telaio in testa e sul manico proprio per le sue proprietà di stabilità, forza e resistenza. In questo modo consente una ridistribuzione ottimale della massa. Il risultato è una maggiore manovrabilità e maggiore potenza con minor sforzo.
Riconfermata anche la tecnologia YouTek, che inserisce nei grommets il Teflon. In questo modo nei passacorde si crea un effetto autolufrificante: le corde scivolano con minore resistenza. Senza la forza della frizione la racchetta non disperde energia e ganatisce maggior potenza.

Head YouTek Graphene Prestige MP
La versione MidPlus da 98 pollici ha un ovale che permette al giocatore di avere maggiore tolleranza sui colpi decentrati e buona predisposizione alle rotazioni. Schema corde 18x20 e profilo stretto da 21 millimetri garantiscono il massimo controllo sulla palla.
Head size: 98"
Peso: 320 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 310 millimetri
Profilo: 21 millimetri
Schema corde: 18x20
Corde consigliate: Hawk

Head YouTek Graphene Prestige Pro
Schema corde dinamico per un'aggressività al top. Il telaio con il profilo basso e il peso considerevole offrono potenza e profondità senza rinunciare al controllo.
Head size: 98"
Peso: 315 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 315 millimetri
Profilo: 22 millimetri
Schema corde: 16x19
Corde consigliate: Hawk

Head YouTek Graphene Prestige Rev Pro
Un nuovissimo modello che presenta un ottimo rapporto tra potenza e peso, senza rinunciare al comfort e all'estrema precisione. Adatto al gioco aggressivo dei giovani tennisti, che ricercano potenza senza aumentare troppo il peso.
Head size: 93"
Peso: 300 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 315 millimetri
Profilo: 20 millimetri
Schema corde: 16x19
Corde consigliate: Hawk

Head YouTek Graphene Prestige S
Peso contenuto e assetto speciale per questa racchetta che permette di essere usata da un gran numero di giocatori di buon livello. Ideale infatti per i colpi da fondo campo è anche veloce e manovrabile per le discese a rete. La Prestige S si conferma la più indulgente e adattabile a diversi stili di gioco. Destinata agli agonisti che cercano una racchetta più tollerante e ai giocatori di buon livello che vogliono il giusto mix fra potenza e controllo.
Head size: 98"
Peso: 305 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 22 millimetri
Schema corde: 16x19
Corde consigliate: Sonic Pro

martedì 1 aprile 2014

I circuiti internazionali

I tornei individuali e a squadre ai massimi livelli sono organizzati da associazioni differenti, prime fra tutte l’Atp e la Wta.

L’Atp e la Wta
L’Atp (Association of Tennis Professionals) è il circuito di tennis maschile professionistico internazionale (il suo equivalente femminile è la Wta, Women’s tennis association) che redige la classifica mondiale dei giocatori. I tabelloni dei circuiti Atp/Wta sono stilati in base alle classifiche mondiale Atp/Wta.
Il circuito Atp (Atp Tour) è composto dai tornei più importanti del mondo, primi fra tutti i quattro tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbeldon e U.S. Open), seguiti dagli Atp World Tour Masters 1000, dagli Atp World Tour 500 series, dagli Atp World Tour 250 series, dai Challenger.

L'Itf (International tennis fereration)
La Federazione internazionale tennis organizza le tre principali manifestazioni a squadre: la Coppa Davis per gli uomini, la Fed Cup per le donne e la Hopman Cup per squadre miste. L’Itf è anche responsabile dei quattro tornei del Grande Slam. A differenza dell’Atp e della Wta, che si occupano di organizzare i tornei ai più alti livelli, l’Itf è responsabile anche di tornei professionistici a livelli più bassi, come l’Itf Men’s Circuit, un circuito di numerosi tornei della durata di una settimana, chiamati anche Futures. L’Itf organizza anche il circuito internazionale juniores per gli under 18, sia maschile sia femminile.
In base ai risultati ottenuti dalle squadre che hanno giocato la Coppa Davis e la Fed Cup, l’Its redige la classifica mondiale delle nazioni.
Insieme all’Atp, l’Itf si occupa di organizzare l’Atp World Tour Finals, a cui partecipano i giocatori e le coppie di doppio che hanno ottenuto il maggior numero di punti nella stagione.

Il Te
Il Te (Tennis Europe, precedentemente noto come Tennis european association) è un organizzazione a cui aderiscono 17 federazioni europee nazionali e opera sotto l’egida della Federazione tennis internazionale. Organizza una serie di gare indipendenti dall’Itf, come per esempio gli European tennis championships, e molti tornei juniores. 

lunedì 3 marzo 2014

Racchette Babolat Pure Control 2014

Dedicata ai giocatori che generano potenza con movimenti rapidi e ampi, che cercano un attrezzo flessibile e un contatto prolungato fra racchetta e pallina per un controllo e una precisione perfetti.
Questa linea nuova, arricchita della tecnologia Flex Carbon, sostituisce di fatto la linea Pure Storm.
La tecnologia Flex Carbon si basa su un nuovo materiale con minore densità di fibre di carbonio che assicura una maggiore flessibilità e un miglior controllo di palla. Presente anche la tecnologia Woofer, il brevetto di Babolat, la prima tecnologia che rende interattivi telaio e corde al momento dell'impatto, aumentando il tempo di contatto del 25% per un maggior controllo. Un nuovo materiale, costituito da fibre di Grafite intrecciate con filamenti di tungsteno è la base della Gt Technology di Babolat. Il tengsteno, infatti, viene ripartito in punti strategici del telaio (con concentrazioni diverse per ogni racchetta) per assicurate una rigidità doppia rispetto al solo carbonio. In questo modo la restituzione dell'energia risulta maggiore del 10%. Infine, la forma squadrata dell'ovale offre maneggevolezza e migliore controllo e precisione.

Babolat Pure Control 95 GT
È un attrezzo destinato ai giocatori esperti e ben preparati, con piatto dal 95 pollici, un profilo bassissimo, schema corse fitto e il bilanciamento arretrato.
Head size: 98"
Peso: 320 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 305 millimetri
Profilo: 19 millimetri
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 25-28 kg
Corde consigliate: Rpm Team/ Xcel

Babolat Pure Control 95 GT +
Versione Plus, lunga 27,5 pollici, per una maggiore potenza sulla palla.
Head size: 98"
Peso: 320 grammi
Lunghezza: 27,5"
Bilanciamento: 305 millimetri
Profilo: 19 millimetri
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 25-28 kg
Corde consigliate: Rpm Team/ Xcel

Babolat Pure Control GT
Consigliata ai giocatori che amano giocare a tutto campo con colpipiatti o con leggere rotazioni.
Head size: 98"
Peso: 295 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 21 millimetri
Schema corde: 16x20
Tensione consigliata: 25-28 kg
Corde consigliate: Rpm Team/ Xcel

Babolat Pure Control Tour GT
È la versione più agonistica della linea, che grazie al bilanciamento arretrato e al profilo basso e uniforme offre un ottimo controllo dei colpi, per chi ama giocare a tutto campo con colpi piatti o leggere rotazioni.
Head size: 98"
Peso: 320 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 310 millimetri
Profilo: 21 millimetri
Schema corde: 16x20
Tensione consigliata: 25-28 kg
Corde consigliate: Rpm Team/ Xcel

Babolat Pure Control Tour GT +
Ecco la versione più agonistica fra le Pure Control, che dà la sensazione del vero controllo dei colpi, grazie al bilanciamento arretrato e al profilo basso e uniforme. Consigliata a chi ama giocare a tutto campo con colpi piatti o leggere rotazioni.
Head size: 98"
Peso: 320 grammi
Lunghezza: 27,5"
Bilanciamento: 310 millimetri
Profilo: 21 millimetri
Schema corde: 16x20
Tensione consigliata: 25-28 kg
Corde consigliate: Rpm Team/ Xcel

sabato 15 febbraio 2014

Racchette Wilson Pro Staff 2014

Ecco la racchetta che ha vinto più Grandi Slam nella storia del tennis, ora disponibile in tante versioni adatte ad una ampia categoria di giocatori. Riconfermata la tecnologia Ampli Feel Tech, che garantisce migliore sensibilità attraverso il grip e fornisce maggiore stabilità durante l'impatto. La presa più efficace consente una maggiore potenza con movimenti fluidi e confortevoli.
Presente ancora la tecnologia Blx, ovvero l'utilizzazione del basalto (una roccia vulcanica naturale) trasformato in fibre di oro sottile che offrono un'eccezionale resistenza alle vibrazioni. Wilson usa queste fibre tessendole longitudinalmente con la carofite nera, in modo da creare uno dei composti più innovativi nel settore.

Il comfort e il controllo sono assicurati dalla nuova struttura intrecciata Graphite/Kevlar. Nel nuovo design sono state inserite unità di misura sul telaio per dare modo ai giocatori di livello avanzato di personalizzare la racchetta aggiungendo peso per migliorare stabilità e spinta.

Wilson Pro Staff 90
Ecco la racchetta che in mano al campione Roger Federer, detiene il record di titoli del Grande Slam. Lo strumento è rivolto ai giocatori più esigenti in termini di precisione, stabilità e controllo. Lo schema corde aperto (16x19) permette di generare potenza nei colpi, la muova struttura intrecciata Graphite/Kevlar migliora il comfort e il controllo. La sensibilità attraverso il grip è assicurata dalla tecnologia AmpliFeel.
Head size: 90"
Peso: 339grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 305 millimetri
Profilo: 17 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 26+/-2 kg
Corde consigliate: Power: Nxt Power; Control: Nxt Control; Feel: Hybrid

Wilson Pro Staff 100L
È la versione leggera della Pro Staff. L'ovale da 100 pollici offre un ampio sweet spot che insieme alla leggerezza consente di spingere la palla senza affaticare il braccio. La potenza è assicurata anche dallo schema corde aperto e dal bilanciamento. Il profilo da 22 millimetri consente un ottimo controllo.
Head size: 100"
Peso: 285 grammi
Lunghezza: 27,25"
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 22 millimetri
Schema corde: 16x18
Tensione consigliata: 23-27 kg
Corde consigliate: Power: Nxt Power; Control: Nxt Control; Feel: Hybrid

Wilson Pro Staff 100LS
Versione leggera della linea Pro Staff, dotata della tecnologia Spin Effect che permette di incrementare fino a 200 rotazioni su ogni colpo senza cambiare lo swing. L'effetto è ottenuto con il nuovo sistema di incordatura (16x15) combinato al peso leggero.
Head size: 100"
Peso: 285 grammi
Lunghezza: 27,25"
Bilanciamento: 325 millimetri
Profilo: 22 millimetri
Schema corde: 16x15
Tensione consigliata: 25-29 kg
Corde consigliate: Spin: Ripspin; Durability: Luxilon 4G Control; Feel: Hybrid

Wilson Pro Staff 95
Giusto compromesso tra precisione e maneggevolezza. Offre colpi solidi e offensivi da fondo campo grazie allo schema corde aperto, mentre il bilanciamento arretrato garantisce il controllo soprattutto nelle discese a rete. Adatta anche ai giocatori meno esperti.
Head size: 95"
Peso: 313 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 310 millimetri
Profilo: 18 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 22-29 kg
Corde consigliate: Power: Nxt Power; Control: Nxt Control; Feel: Hybrid

Wilson Pro Staff 95S
Con schema di incordatura aperto e tecnologia Spin Effect la Pro Staff 95S è un attrezzo che permette una maggiore rotazione nei colpi: fino a 200 rotazioni su ogni colpo senza dover cambiare lo swing. Offre colpi solidi e offensivi da fondo campo grazie allo schema corde aperto, mentre il bilanciamento arretrato garantisce il controllo soprattutto nelle discese a rete. Adatta anche ai giocatori meno esperti.
Head size: 95"
Peso: 313 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 310 millimetri
Profilo: 18 millimetri
Schema corde: 16x15
Tensione consigliata: 25-29 kg
Corde consigliate: Spin: Ripspin; Durability: Luxilon 4G Control; Feel: Hybrid

mercoledì 5 febbraio 2014

Racchette Wilson Six.One 2014

Six.One si ripresenta quest'anno con la rinnovata sensazione di solidità e controllo a cui sono abituati i giocatori che ne fanno uso. Confermata la tecnologia ApliFeel Tech, che assicura sensibilità attraverso il grip per fornire maggiore stabilità durante l'impatto con la palla, in modo da consentire colpi potenti e consistenti con movimenti fluidi e confortevoli.
Novità di quest'anno è il sistema Parallel Grilling, che consiste in una foratura differente dei grommets che anche visivamente risultano paralleli. Questo sistema assicura una migliore stabilità: sia le corde verticali sia le orizzontali lavorano in maniera più ferma e con minor movimento. Il risultato è un minor logorio e una più lunga durata delle incordature. Da non scordare la tecnologia Blx, che durante la fabbricazione trasforma in fibre di oro sottile il basalto, una roccia vulcanica naturale. Le fibre, tessute longitudinalmente con la carofite nera in modo da creare uno dei composti più avanzati del settore, offre un'incredibile resistenza alle vibrazioni.

Wilson Six.One 95 (16x18)
Rivolta a chi ha uno stile classico e ricerca un perfetto mix fra potenza e precisione e comfort durante l'impatto con la palla.
Head size: 95"
Peso: 332 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 305 millimetri
Profilo: 21,6 mllimetri
Schema corde: 16x18
Tensione consigliata: 25 +/- 2 kg
Corde consigliate: Power: NXT Power; Control: NXT Control; Feel: Hybrids


Wilson Six.One 95 (18x20)
Col suo schema corde chiuso, questo attrezzo fornisce un alto livello di controllo, stabilità e sensibilità. Ideale per giocatori dallo stile classico.
Head size: 95"
Peso: 332 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 305 millimetri
Profilo: 21,6 mllimetri
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 21-26 kg
Corde consigliate: Power: NXT Power; Control: NXT Control; Feel: Hybrids

Wilson Six.One 95L (16x18)
Tra le 16x18 questa Six.One è la versione più leggera ed andrà a sostituire la Six.One Team, però con un look del tutto rinnovato, con il bianco che domina sul rosso. Ideale per i giocatori che ricercano precisione, maneggevolezza e comfort nel momento dell'impatto. Ideata per il gioco offensivo con effetti e rotazioni
Head size: 95"
Peso: 289 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 330 millimetri
Profilo: 20,7 mllimetri
Schema corde: 16x18
Tensione consigliata: 25 +/- 2 kg
Corde consigliate: Power: NXT Power; Control: NXT Control; Feel: Hybrids

Wilson Six.One 95L (18x20)
Versione più leggera della Six.One 95 18x20, che sostituisce la Six.One Team, ma con il look rinnovato, con il bianco che domina sul rosso. Rivolta ai giocatori che sono alla ricerca di controllo e stabilità ma anche colpi esplosivi da qualsiasi parte del campo. Ideale per chi ricerca controllo e profondità di palla.
Head size: 95"
Peso: 289 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 330 millimetri
Profilo: 20,7 mllimetri
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 21-26 kg
Corde consigliate: Power: NXT Power; Control: NXT Control; Feel: Hybrids

Wilson Six.One 95S
La nuova versione S della Six.One 95, oltre alle ben note caratteristiche di stabilità e controllo, aggiunge molto potenzile di effetti, grazie alla tecnologia Spin Effect, il primo sistema che permette di incrementare fino a 200 rotazioni su ogni colpo senza dover cambiare lo swing, grazie al maggior movimento delle corde. Questo nuovo sistema di incordatura (18x16) overo che conta meno corde orizzontali rispetto alle verticali, offre 3.3 volte più movimento di corda, con uno snapback (il ritorno della corda alla sua posizione originale dopo la deflessione data dall'impatto con la pallina) più veloce del 69% per fornire fino al 10% in più di spin. La Six.One 95S offre la giusta soluzione al giocatore che vuole colpi veloci e d'effetto ma non vuole perdere il controllo eccezionale che viene fornito da questo attrezzo.
Head size: 95"
Peso: 309 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 315 millimetri
Profilo: 21,6 mllimetri
Schema corde: 18x16
Tensione consigliata: 25 +/- 2 kg

Wilson Six.One 102 UL
La Wilson Six.One 102 UL è la più leggera delle Six.One. Il piatto corde da 102 pollici offre un ampio sweetspot che unito alla leggerezza che la caratterizza, ti permette di spingere bene la palla senza affaticare il braccio. Ideale per i giocatori in cerca di una racchetta leggera in grado di offrire una buona miscela di sensazioni, potenza e maneggevolezza.
Head size: 102"
Peso: 249 grammi
Lunghezza: 27,25"
Bilanciamento: 340 millimetri
Profilo: 23,5 mllimetri
Schema corde: 16x20
Tensione consigliata: 24 +/- 2 kg
Corde consigliate: Power: NXT Power; Control: NXT Control; Feel: Hybrids

martedì 28 gennaio 2014

Racchette Babolat Pure Strike 2014

Per il lancio della nuova linea di racchette, Babolat prende in prestito l'esperienza stessa dei tennisti e la applica alla ricerca. Nasce così Pure Strike, la racchetta concepita per i "first striker", ovvero i giocatori d'anticipo, quelli che colpiscono la palla subito dopo il rimbalzo. Babolat si assicura così di stare al passo con l'evoluzione del tennis moderno.
La reattività e la precisione del gioco d'attacco sono assicurate dalla nuova struttura ibrida del telaio (in parte quadrato e in parte ellittico) e ad alcune tecnologie specifiche descritte sotto. Il risultato è un attrezzo che offre ai giocatori agonisti il mix ideale fra potenza, controllo e comfort.
Le nuove tecnologie inserite nella linea Pure Strike sono la Evo Beam, un profilo variabile (21-23-21 mm) per una minore torsione del telaio nel momento dell'impatto con la palla e una migliore reattività. Stabilizer Technology, una struttura ibrida del telaio combinato a una fibra di carbonio più rigida e resistente che aiutano a ottenere una maggiore stabilità torsionale nel momento dell'impatto e quindi una maggior precisione e reattività. Tecnologia X-Sider, una forma innovativa del telaio che aumenta lo sweet spot del 10%, perdonando così i colpi decentrati. Response Woofer, una tecnologia che favorisce la restituzione dell'energia grazie al nuovo materiale Pebax® iniettato nei passacorde e sul bumper.

Babolat Pure Strike 100 16x19
Adatta ai giocatori che ricercano una maggiore maneggevolezza e una racchetta leggera, con un ovale grande di ampia tolleranza.
Head size: 100"
Peso: 290 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 21-23-21 millimetri
Schema corde: 16x19
Tensione consigliata: 25-28 kg
Corde consigliate: Rpm Blast/ Xcel

Babolat Pure Strike 18x20
Grazie al piano corde 18x20 questa racchetta è ideale per i giocatori che ricercano la massima precisione e utilizzano ogni angolo di campo per mettere in difficoltà l'avversario.
Head size: 98"
Peso: 305 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 320 millimetri
Profilo: 21-23-21 millimetri
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 25-28 kg
Corde consigliate: Rpm Blast/ Xcel

Babolat Pure Strike Tour 18x20
È il modello più pesante della linea strike, rivolto agli agonisti che amano il gioco d'anticipo e colpiscono la palla subito dopo il rimbalzo.
Head size: 98"
Peso: 320 grammi
Lunghezza: 27"
Bilanciamento: 315 millimetri
Profilo: 21-23-21 millimetri
Schema corde: 18x20
Tensione consigliata: 25-28 kg

Corde consigliate: Rpm Blast/ Xcel