mercoledì 20 agosto 2014

Bravo o campione? La differenza è il fattore mentale

Don Klotz, laureato in storia antica, filologia e fisica, nonché allenatore della squadra universitaria di tennis dello Iowa, è considerato attualmente uno dei geni di questo sport. In un famosissimo libro, “Take is simple”, Klotz ha definito i 5 limiti del colpo:
1) failure to concentrate (ovvero il calo di concentrazione);
2) late prepatation (ritardo nella preparazione del colpo);
3) to match power for you (troppo potenza, ma senza controllo);
4) over playing (giocare oltre il proprio standard, strafare);
5) fear (paura).
Secondo il guru dei coach e allenatori italiani, il maestro Aldo Mei, tutti e cinque i punti indicati da Klotz come limiti sono legati fra di loro. In termini di tennis agonistico, infatti, se si presenta un calo di concentrazione ne consegue una tardiva preparazione del colpo, a cui si cercherà di compensare aumentando la potenza e i fattori di rischio. L’effetto è l’aumento degli errori, quindi lo svantaggio nel punteggio che genera paura.
Il maestro Mei sottolinea un fatto importante: dei cinque punti evidenziati dal Dr. Klotz, uno solo è un limite tecnico (il ritardo nella preparazione), gli altri sono fattori mentali. Ne deriva che il tennis, a livello agonistico e professionistico, è principalmente uno sport in cui è il fattore psicologico a giocare il ruolo maggiore. La preparazione fisico-atletica e la tecnica appartiene a tutti i professionisti: a fare la vera differenza fra un buon giocatore e i primi giocatori del mondo è il fattore mentale.