lunedì 15 giugno 2015

Rovescio a una mano o bimane? La differenza è negli appoggi

Il tennis moderno sembra essersi orientato decisamente verso il rovescio a due mani, per la sua maggiore facilità di apprendimento.
Ma che il rovescio sia a due mani o a una sola è fondamentale allenare il controllo delle sequenze cinetiche per mantenere in maniera corretta i piedi a terra.
Il coach internazionale Gianluca Carbone ha illustrato a suo tempo su “Tennis italiano” il metodo spagnolo di allenamento del rovescio, dal quale si evince che risultano fondamentali gli appoggi dei piedi.
Il motivo per cui il rovescio a due mani risulta più facile da imparare sta nel fatto che questo tipo di impostazione limita i movimenti a livello articolare, quindi ha minore possibilità di interpretazioni e di conseguenza di errore.
Il braccio non dominante aiuterebbe il piede posteriore nella fase dl piazzamento, rendendola più naturale. Una posizione corretta dei piedi risulta fondamentale poi per il trasferimento del peso del corpo nel momento dell’impatto. La maggior naturalezza dell’appoggio del piede posteriore dipende dal fatto che avviene nello stesso lato del braccio non dominante, quindi il controllo braccio non dominante-piede posteriore coinvolge lo stesso emisfero cerebrale. Facendo un esempio pratico, per un giocatore destro risulta più semplice portare la racchetta indietro con il braccio sinistro cercando l’appoggio dapprima con il piede sinistro, per ultimo il destro. È la stessa preparazione del diritto, ma speculare. Se la coordinazione nella ricerca dell’equilibrio risulta più facile e il movimento più corto, ci sono maggiori possibilità di ottenere un timing migliore sulla palla.
Nel rovescio a una mano abbiamo invece una maggiore escursione articolare, soprattutto del polso. Per questo motivo, se da una parte l’impostazione consente più soluzioni, dall’altra è più facile incorrere in errore. La fase di apprendimento richiede quindi più tempo per scoprire tutti i vari movimenti e acquisirne il controllo. Per quanto riguarda l’appoggio posteriore, questo risulta più innaturale in relazione al braccio dominante. Visto che è più naturale cercare il piazzamento portando il peso del corpo direttamente sulla gamba anteriore, il piede posteriore dovrà cercarsi l’appoggio in modo indipendente. Con la presa a una mano è fondamentale anche imparare a completare le spinte con la rotazione del busto. Colpire in ritardo la palla perdona molto poco, a meno di riuscire a compensare ruotando l’impugnatura verso la western e accentuando il movimento finale verso l’alto. Anche il timing sulla palla risulta più complesso. Di contro, si avranno maggiori facilitazioni durante la corsa.
L’insegnamento del rovescio, sia a una mano sia bimane, può venire integrato con esercizi specifici sugli appoggi, in modo da favorire le sequenze cinetiche di rotazione dei piedi, delle anche e delle spalle, migliorando il controllo delle sequenze relative al lato non dominante. Le impugnature consigliate in fase di apprendimento sono la eastern di rovescio per il rovescio a una mano. Per la presa bimane è preferibile una continental per la mano non doiminante e una eastern di rovescio per la dominante.
Gli esercizi dovranno essere mirati al miglioramento di tutte le fasi del colpo:
  • piazzamento
  • trasferimento del peso del corpo
  • posizione durante l’impatto
  • finale del colpo
  • timing


L’analisi del rovescio a due mani di Novak Djokovic